Trapani, Siciliacque si sfila sulla perdita di Villa Rosina: tanta acqua persa, poche risposte
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«La perdita idrica che interessa l’area di Villa Rosina, all’incrocio tra via Bach e via Mozart, non è riconducibile alla rete di sovrambito gestita da Siciliacque». È questa la posizione ufficiale della società che gestisce il sistema idrico regionale, messa nero su bianco e trasmessa ai carabinieri della stazione di Trapani Borgo Annunziata in risposta a una richiesta formale di chiarimenti e documentazione. Una presa di posizione che rappresenta la vera novità della vicenda e che, di fatto, sposta il problema ma non lo risolve.
Siciliacque ricostruisce le verifiche effettuate negli ultimi mesi e richiama un elemento tecnico preciso. A novembre, durante le operazioni di relining della condotta che collega il dissalatore al partitore Mokarta, l’acquedotto di sovrambito è stato svuotato e chiuso completamente per un’intera settimana. Un fermo totale della linea. Eppure, spiegano dalla società, la fuoriuscita d’acqua a Villa Rosina continuava a persistere. Da qui la conclusione comunicata all’Arma: la perdita non è imputabile a condotte gestite da Siciliacque.
Sul territorio, però, la situazione resta drammatica: tra via Bach e via Mozart l’acqua continua a infiltrarsi nel sottosuolo, a riaffiorare sull’asfalto e a ristagnare nei canali. L’area è diventata un acquitrino permanente, con melma, zanzare, rane e cattivi odori. «Hanno provato anche con le pompe – racconta Salvatore Daidone, del comitato cittadino Villa Rosina – ma l’acqua era talmente tanta che neanche due pompe sommerse riuscivano a contenerla. Quello che si vede è solo una minima parte: il resto finisce sotto le case, nei terreni, nel canale di gronda».
In mezzo ci sono le persone. Enzo e Concetta Mustazza vivono a pochi metri dal punto critico. «La nostra casa galleggia nell’acqua», raccontano. L’umidità risale dal terreno, invade il giardino, entra nei pozzoneri e torna fuori mescolata a reflui. «Non possiamo tenere le finestre aperte, l’aria è irrespirabile». Concetta parla di muffa quotidiana, di problemi respiratori e reumatismi: «Dormiamo con la muffa in camera».
Ad agosto sono intervenuti gli ispettori dell’ASP, che hanno accertato una situazione di rischio igienico-sanitario, parlando di grave nocumento alla salute pubblica e all’ambiente circostante. La nota è stata trasmessa al sindaco. Da allora, denunciano i residenti e il loro legale, nulla è cambiato.
Nel frattempo, Comune e Siciliacque si chiamano fuori. Il sindaco Giacomo Tranchida ha richiamato più volte la complessità tecnica e la presenza di più condotte, rinviando anche a Siciliacque. Ora che Siciliacque esclude formalmente ogni responsabilità, il rimpallo resta scoperto. Sul piano pratico, l’amministrazione comunale annuncia interventi tampone per limitare i disagi, non una soluzione definitiva.
A parlare è il dirigente dei Lavori pubblici Orazio Amenta. «Convoglieremo quest’acqua da un’altra parte, perché non siamo certi che la perdita sia nostra né che sia di Siciliacque», afferma. E aggiunge: «Durante le operazioni di chiusura della loro condotta l’acqua continuava a scorrere, e questo lo abbiamo verificato anche noi». L’obiettivo dichiarato è ridurre i disagi: «Dal giorno 7 ci metteremo all’opera per convogliare l’acqua in modo da evitare ulteriori problemi ai cittadini». Ma ammette i limiti: «La condotta non può essere chiusa: uno svuotamento e un successivo riempimento richiederebbero almeno 72 ore».
Così, mentre l’ASP certifica il rischio sanitario, una famiglia vive con la casa che galleggia nell’acqua e la muffa nei polmoni, e un intero quartiere convive con melma e insetti, le istituzioni si lavano le mani. L’acqua potabile continua a scorrere senza controllo, la strada resta compromessa e la soluzione definitiva non arriva.
E allora la rabbia diventa un appello amaro e provocatorio: «Voglio dire ai cittadini del centro storico di Trapani di venire qui, a Villa Rosina, con i bidoni – dicono i residenti – di venire a prendere l’acqua potabile, perché noi galleggiamo nell’acqua potabile». Una frase che suona come una denuncia finale: mentre la città soffre la sete, a Villa Rosina l’acqua pubblica si perde e nessuno, finora, se ne assume davvero la responsabilità.
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