La Procura di Palermo ha ottenuto una proroga di sei mesi delle indagini nei confronti di Carlo Auteri, deputato regionale ed ex Fratelli d’Italia, oggi nella Democrazia Cristiana. L’esponente politico è indagato per “violenza o minaccia a un corpo politico”. La richiesta della Procura è stata accolta dalla gip Cristina Lo Bue del Tribunale di Palermo.
L’inchiesta e la denuncia
L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Felice De Benedittis e nasce dalla denuncia presentata dal deputato regionale Ismaele La Vardera (Controcorrente). Al centro dell’esposto, la gestione di fondi pubblici regionali destinati ad attività culturali e spettacoli.
Secondo quanto denunciato da La Vardera, alcuni contributi sarebbero stati concessi a società riconducibili a parenti di Auteri, circostanza che aveva spinto il parlamentare a chiedere chiarimenti e ad avviare verifiche.
Le frasi contestate
La vicenda ha poi assunto un profilo penale per alcune frasi minacciose che Auteri avrebbe rivolto a La Vardera. Nell’esposto vengono riportate espressioni come: “Ti affogo” e “Ti piglio e ti butto là sotto”.
Secondo il denunciante, quelle parole sarebbero state pronunciate con l’obiettivo di intimidire e fermare l’attività di controllo e denuncia svolta dal collega parlamentare nell’esercizio del suo mandato.
Le scuse e la proroga
Nel corso del tempo, Auteri si è più volte scusato pubblicamente per i toni utilizzati. Tuttavia, la Procura ha ritenuto necessario approfondire ulteriormente i fatti, ottenendo la proroga delle indagini per altri sei mesi.
Un arco temporale che servirà agli inquirenti per completare gli accertamenti sulla gestione dei contributi regionali e sul contesto in cui sarebbero maturate le presunte minacce. La posizione del deputato resta dunque al vaglio della magistratura, mentre l’inchiesta prosegue.