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È il giorno della verità per il Trapani Calcio. Oggi il Tribunale federale nazionale è chiamato a pronunciarsi su una nuova vicenda disciplinare che rischia di affondare definitivamente il club granata, già partito in questa stagione di Serie C con otto punti di penalizzazione.
La Procura federale della FIGC ha infatti chiesto un’ulteriore penalizzazione di 8 punti, che porterebbe il totale a meno sedici. Una vera e propria mazzata sportiva. La decisione è attesa per oggi, 8 gennaio.
Calcio e basket, stesso copione
La crisi del Trapani Calcio si inserisce in un quadro più ampio che coinvolge direttamente anche la Trapani Shark, l’altra società controllata dal patron Valerio Antonini.
Nel basket il tracollo è già sotto gli occhi di tutti. Nel giro di poche settimane la squadra è passata dal sogno alla disfatta: prima l’addio di Jasmin Repeša, poi l’uscita del capitano Alibegović e di Allen, quindi la cessione di Jordan Ford e le trattative per Petrucelli, Eboua e Rossato. Una vera e propria fuga da Trapani, causata dalle pendenze fiscali (Irpef e Iva) e dal conseguente blocco del mercato.
La figuraccia europea
Il punto più basso è arrivato in Basketball Champions League. Contro l’Hapoel Holon la partita è durata 6 minuti e 57 secondi: Trapani si è presentata con soli cinque giocatori, rimasti poi uno alla volta fuori dal campo fino all’interruzione per regolamento sul punteggio di 38-5 per gli israeliani.
Una scena surreale, che ha fatto il giro d’Europa. La scelta di scendere comunque in campo è servita solo a evitare una multa da 600 mila euro e l’esclusione immediata dalla competizione. In serata è arrivata comunque l’eliminazione ufficiale decisa dalla FIBA.
Antonini ha commentato parlando di una “comparsa indecorosa” resa necessaria per evitare sanzioni più pesanti, accusando FIP e Lega di aver bloccato i tesseramenti e annunciando azioni legali contro l’Agenzia delle Entrate.
Ieri, nuovo colpo di scena, ennesimo rinvio, stesso caos. Pochi minuti prima dell’udienza davanti al Tribunale federale, la Trapani Shark ha presentato formale richiesta di ricusazione del Collegio giudicante chiamato a decidere sulla regolarità dell’iscrizione al campionato di Serie A. Una mossa che congela tutto e rimanda ogni decisione alla Corte Federale, con un unico effetto immediato: il club potrà, salvo altre sorprese, scendere in campo sabato contro Trento.
Il calcio rischia lo stesso epilogo
Sul fronte calcistico, il rischio è che la storia si ripeta. Nei giorni scorsi è stato notificato un nuovo deferimento al Trapani Calcio per violazioni amministrative.
Nel mirino della Procura una serie di violazioni amministrative. Secondo l’accusa, il Trapani non avrebbe rispettato la scadenza del 16 dicembre per il pagamento degli emolumenti relativi alle mensilità di luglio e agosto 2025 a tesserati, dipendenti e collaboratori del settore sportivo, né avrebbe versato gli incentivi all’esodo previsti da accordi depositati. Contestate anche le mancate corresponsioni della quarta e quinta tranche delle ritenute Irpef e dei contributi Inps, con scadenza ad agosto e settembre 2025, oggetto di un verbale di contraddittorio firmato il 29 maggio scorso con l’Agenzia delle Entrate di Trapani.
Per questi fatti sono stati deferiti anche il presidente Valerio Antonini e i dirigenti Vito Giacalone e Andrea Oddo. A loro carico c’è inoltre un’ulteriore contestazione: i pagamenti degli emolumenti, delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali relativi ai mesi di settembre e ottobre 2025 sarebbero stati effettuati utilizzando conti correnti diversi da quello ufficiale intestato al club e dedicato a queste operazioni.
La società è chiamata a rispondere sia per responsabilità diretta legata alle condotte dei dirigenti, sia per responsabilità propria, con l’aggravante della recidiva. Al momento non è possibile quantificare l’eventuale ulteriore penalizzazione, considerato l’alto numero di capi d’imputazione contestati.
La posizione del Trapani Calcio
Attraverso una nota ufficiale, il Trapani Calcio respinge però le accuse e parla di una vicenda già nota. Secondo la società, il deferimento sarebbe “una mera riproposizione, tramite copia integrale, di quello relativo al mese di ottobre 2025”, già discusso davanti al Tribunale federale nazionale, con la sola esclusione della posizione Inps riferita ad agosto 2025. Il club precisa inoltre che il procedimento non avrebbe alcuna correlazione con i pagamenti relativi a settembre e ottobre 2025.
Contestata anche la responsabilità diretta e propria del club, oltre alla recidiva. Da qui la richiesta di una nuova penalizzazione che, se confermata, potrebbe compromettere definitivamente la stagione.
A Trapani cresce la preoccupazione per un epilogo che rischia di lasciare la città senza entrambe le sue squadre simbolo, tra penalizzazioni, deferimenti e il concreto pericolo di esclusioni dai campionati. I tifosi sono già in rottura con Antonini. Durante l'ultima partita al Provinciale cori contro il presidente trapanese sono stati intonati dagli ultras per buona parte dell'incontro, e, poi, è stato anche esposto uno striscione "tutto apposto, tutto pagato, ma u finemu stu campionato?".
L’8 gennaio sarà una data chiave. Potrebbe segnare l’inizio della fine anche per il Trapani Calcio.
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