A Marsala c’è la piazza nuova, ci sono le luminarie, ci sono i post social del sindaco Massimom Grillo con le piazze piene durante i concerti. Ma basta spostarsi di pochi metri dai palchi per tornare alla realtà: una città con le strade ridotte a un colabrodo.
Non c’è quartiere che si salvi. Nord, Sud, centro storico e periferie: buche, asfalto divelto, avvallamenti e rattoppi improvvisati sono ovunque. Percorrere molte vie significa zigzagare per evitare crateri, con il rischio concreto di danneggiare auto e moto, o peggio ancora di cadere.
Alcune segnalazioni arrivano dalla strada che collega via Vaiarassa alla Strada provinciale 21, in contrada Spagnola. Definirla “strada” è quasi un azzardo: il manto è talmente compromesso da sembrare una pista di guerra più che un’arteria urbana.
A Ciancio, invece, c’è un vero e proprio cratere aperto dalla fine di agosto. È stato segnalato più volte, i residenti hanno persino avviato una raccolta firme. Risultato? Nulla. La buca è ancora lì, più grande e più pericolosa di prima.
Emblematica anche la risposta che, secondo i cittadini, arriva dagli stessi vigili urbani a chi segnala i problemi: “Tutta la città è combinata così”. Una frase che suona come una resa, e che fotografa meglio di qualsiasi comunicato lo stato delle cose.
Mentre l’amministrazione punta sull’immagine, sugli eventi e sulla narrazione di una città viva e attrattiva, la quotidianità dei marsalesi è fatta di strade impraticabili e manutenzione ordinaria assente.
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