L’auto elettrica tra ideologia e realtà: il difficile...
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La Badia è uno dei pochi polmoni verdi della città ed è la rappresentazione della combinazione di saperi ed economia, di paesaggio e agricoltura. E’ un luogo della storia cittadina: già nel 1142 era uno degli appezzamenti concessi al monastero di Santa Maria della Grotta.
Il 30 novembre 1985, con atto del notaio Manzo, il fondo Badia fu venduto alla Provincia di Trapani per essere destinato “a campo di esperimento per la scuola pratica di agricoltura”.
Migliaia di studenti ricordano la Badia come luogo di apprendimento e di bellezza. Tutti i marsalesi, anche quelli che non ci sono mai stati, sanno dove si trova. Ormai inglobata nel tessuto urbano, costituisce un elemento di sostenibilità della città perché c’è natura, ci sono piante e dove ci sono piante c’è fotosintesi e c'è cattura di anidride carbonica. Senza dimenticare la sua funzione istituzionale: la sperimentazione di tecniche agricole. Alla Badia si è coltivato il cotone, si è allevato il baco da seta, sono state selezionate razze bovine e “provate” varietà e forme di allevamento di olivo e di vite, si è coltivata la quinoa e oggi si rispetta l’ambiente con l’agricoltura biologica.
Il suo giusto destino è quello di luogo dove potenziare la ricerca e la sperimentazione in ambito agricolo e naturalistico e invece il Libero Consorzio comunale di Trapani (ex Provincia regionale di Trapani) intende venderla. A chi? A imprenditori che immaginano un futuro di cemento? Perché? Per cancellare un segno del territorio, per fare cassa…. La responsabilità non ha prezzo: è inderogabile mantenere un luogo di formazione, di valore paesaggistico espresso dalle colture agrarie, dalla sua speciale morfologia, dalla idrogeologia e dalla vegetazione spontanea.
Non c’è nulla che possa sostituire il prodigio della natura, ma questo concetto non sfiora chi pensa ad inseguire solo numeri e bilanci economici e non pensa che i giovani hanno bisogno di sentirsi legati alla propria terra, hanno bisogno di occasioni di crescita culturale per avere motivi per restare. Nessun Amministratore pubblico che intende cancellare la Badia dovrebbe parlare di giovani e di futuro.
Europa verde esprime indignazione per l’avviso pubblico emanato dal Libero Consorzio di Trapani. Chiede al Presidente di togliere la Badia dall’elenco dei beni che intende vendere e di sostenerla per generare innovazione e progresso. Investire in formazione e ricerca non è una spesa, ma un investimento per garantire un futuro sostenibile, un processo per avvicinare competenze tecniche alle esigenze delle imprese.
La pubblica Amministrazione abbia a cuore l’alta formazione e si preoccupi di creare i presupposti per dare alle aziende accesso a innovazione e ricerca specializzata. E poi, si sa: cu vinni scinni (letteralmente “chi vende scende”).
Circolo Europa Verde - Marsala
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