Nel giorno del 58° anniversario del terremoto del Belice, il sindaco di Poggioreale Carmelo Palermo invita a rifuggire dalle celebrazioni di rito e a riportare l’attenzione sui problemi irrisolti di un territorio che, a distanza di decenni, continua a fare i conti con fragilità strutturali e sociali.
«Spesso le ricorrenze, sopraffatti dalla memoria della tragedia, ci espongono al rischio della retorica – afferma Palermo – ed è per questo che bisogna riscrivere un’agenda delle priorità che prospetti soluzioni piuttosto che la lagnanza delle occasioni mancate».
Un richiamo netto, quello del primo cittadino, che elenca una lunga serie di criticità mai superate. «Ci sono, purtroppo, e non da ora, emergenze e problemi irrisolti – sottolinea – ai quali rischiamo, fatalisticamente, di abituarci: la crisi idrica, l’inefficienza delle infrastrutture, il progressivo deprezzamento dei prodotti agricoli e il conseguente abbandono delle campagne, una viabilità e trasporti precari, i costi dell’energia abnormi nonostante l’aumento dei parchi eolici e fotovoltaici, una sanità inadeguata e lo spopolamento dei paesi».
Palermo richiama anche il grande patrimonio del Belice, che però fatica a tradursi in sviluppo. «Il territorio vanta un notevole patrimonio naturalistico, paesaggistico e architettonico monumentale, ma non possiamo vivere di autocompiacimento se non riusciamo a trasformare la bellezza in economia reale».
Per il sindaco di Poggioreale la strada non può essere quella dell’isolamento dei singoli Comuni. «È un processo che i comuni non possono affrontare singolarmente – ribadisce –. Il progetto di rigenerazione urbana del centro storico di Poggioreale e Gibellina Capitale dell’arte contemporanea rappresentano, in questo senso, due grandi opportunità».
Da qui l’appello a superare ogni logica campanilistica. «Sarebbe un errore affrontare questo stato di cose con spirito municipalistico, e lo dico da sindaco di un comune di meno di tremila abitanti. Occorre un’azione corale, in cui Stato, Regione e Comuni agiscano congiuntamente. Non è una polemica, ma un auspicio».
Per Palermo, infatti, «queste priorità rappresentano il presupposto indispensabile per qualsiasi concreta prospettiva di sviluppo economico del Belice», un territorio che chiede meno parole e più scelte strutturali, anche nel segno della memoria.