Vasta operazione, oggi, dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trapani che ha smantellato un sistema criminale tra droga, affari e corruzione. Su ordine del GIP Samuele Corso, 13 persone sono state raggiunte da misure cautelari dopo gli interrogatori preventivi dei giorni scorsi. Sigilli a un tesoro di auto di lusso, tra cui una Ferrari e un'Alfa Romeo 4C, mentre per il funzionario dello Iacp è scattata la sospensione.
Il blitz e le misure: 9 persone in carcere
Le operazioni di trasferimento in carcere sono iniziate alle 5:00 di stamane, 23 gennaio, concludendosi intorno alle 12:30. Il bilancio complessivo vede 9 indagati in carcere, 3 ai domiciliari e una misura interdittiva. L'inchiesta, che conta in totale 56 indagati, nasce da un'indagine sul narcotraffico estesa poi alla gestione illecita degli alloggi popolari e al riciclaggio di proventi illeciti.
Il filone Iacp: sospensione per Giuseppe Marino
Nonostante il PM Andrea Tarondo avesse chiesto il carcere per tutti i coinvolti, il GIP ha adottato una linea differente per Giuseppe Marino (1961). L'impiegato, unico dipendente dello Iacp coinvolto e solo tra i principali indagati ad aver risposto alle domande del giudice durante l'interrogatorio del 20 gennaio, non è finito in cella.
Nei suoi confronti il GIP ha respinto la richiesta di arresto, ritenendo sufficiente la misura interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio per un anno. Per Marino non è stato disposto alcun sequestro. Marino è difeso dall'avvocato Fabio Sammartano.
Il "Fortino" di Ivan Randazzo e il sequestro delle supercar
Al centro dell'inchiesta figura Ivan Randazzo (1984), il "Rais" del rione San Giuliano, finito oggi in carcere. Randazzo è accusato di aver gestito un vasto impero economico fittiziamente intestato a prestanome per eludere le misure di prevenzione. I Carabinieri hanno sequestrato preventivamente veicoli di enorme valore:
Alfa Romeo 4C (valore stimato 140 mila euro).
Ferrari F430 (valore stimato 160 mila euro).
Maserati Ghibli e una Lancia Musa.
Un motociclo Honda SH.
Droga e ordini dal carcere
Il filone degli stupefacenti ha svelato come lo spaccio venisse pianificato all'interno della casa circondariale di Trapani. Durante i colloqui, la moglie di Randazzo, Tania Minaudo, avrebbe ricevuto le indicazioni operative per la gestione delle piazze di spaccio all'esterno. Per il gruppo accusato di gestire il traffico di cocaina e crack, che in aula aveva scelto la via del silenzio, si sono aperte le porte del carcere.
Peculato e volantini elettorali
L'ordinanza conferma anche l'accusa di peculato per un agente della polizia locale. L'uomo avrebbe utilizzato l'auto di servizio per consegnare volantini elettorali per la candidatura della moglie presso l'abitazione di Randazzo, all'epoca ai domiciliari. Proprio Randazzo avrebbe violato la misura cautelare in ben 39 occasioni documentate tra marzo e giugno 2022.
Elenco dei destinatari delle misure cautelari
In carcere:
Ivan Randazzo (1984) di Erice
Tania Minaudo (1988) di Erice
Pietro Minaudo (1997) di Erice
Mario Pace (1962) di Marsala (nato a Bisacquino)
Giovanna Magro (1957) di Marsala
Emanuele Titone (1989) di Marsala
Caterina Perricone (1975) di Marsala
Salvatore Di Pietra (1978) di Erice
Vito Cascio (1991) di Erice
Arresti domiciliari (con braccialetto elettronico):
Salvatore Ciaramita (1967) di Trapani
Salvatore Carini (1970) di Erice
Rosaria Daniela Titone (1971) di Marsala (nata a Cosenza)
Sospensione dal pubblico ufficio (1 anno):