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24/01/2026 15:20:00

Muore cadendo da un ponteggio a Brancaccio: l’ennesima morte sul lavoro in Sicilia

Ancora una vittima. Ancora un operaio che non torna a casa. Ancora un incidente sul lavoro che si consuma in pochi secondi e lascia dietro di sé domande, rabbia e una famiglia spezzata. È morto così, questo pomeriggio a Brancaccio, a Palermo, Alessio La Targia, 40 anni, caduto da un ponteggio mentre stava lavorando a una ristrutturazione.

 

La caduta da cinque metri

 

La tragedia si è verificata in via Giafar, a ridosso di un capannone commerciale interessato da lavori edili. Secondo una prima ricostruzione, l’operaio avrebbe perso l’equilibrio precipitando da un’altezza di circa cinque metri. L’impatto con il suolo è stato violentissimo.

I colleghi hanno lanciato immediatamente l’allarme. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma per La Targia non c’è stato nulla da fare.

 

I controlli e le indagini

 

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia Piazza Verdi e i tecnici dello Spresal dell’Asp, il servizio che si occupa di sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono stati ascoltati i colleghi e i possibili testimoni, mentre sono in corso verifiche sulla regolarità del cantiere, sul committente e sull’impresa che stava eseguendo i lavori.

Gli accertamenti riguarderanno anche il rispetto delle norme di sicurezza:
– l’operaio indossava i dispositivi di protezione individuale?
– l’impalcatura era a norma?
– La Targia era regolarmente assunto o lavorava in nero?

Il pm di turno ha disposto il sequestro della salma per l’autopsia all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo. Tra le ipotesi da valutare anche quella di un malore che potrebbe aver causato la caduta.

 

Una famiglia distrutta

 

Alessio La Targia era sposato e padre di due figli. Una vita spezzata mentre lavorava, l’ennesima in una lunga scia di morti che continua a segnare la Sicilia.

 

Morti bianche, numeri che non si fermano

 

I dati raccontano una tragedia strutturale. Secondo Inail Sicilia, nei primi dieci mesi del 2025 i casi mortali nell’Isola sono aumentati rispetto all’anno precedente. A livello nazionale le denunce di infortunio mortale sono state 896, in crescita rispetto al 2024.

Tra i settori più colpiti:
– sanità e assistenza sociale
costruzioni
– commercio all’ingrosso e al dettaglio

Proprio l’edilizia continua a essere uno dei comparti più pericolosi.

 

Le reazioni dei sindacati

 

Dura la reazione delle organizzazioni sindacali. La Cisl ha annunciato un volantinaggio nei cantieri edili a partire dal 26 gennaio, chiedendo più informazione, prevenzione e controlli.

La Fillea Cgil Palermo parla senza mezzi termini di “carneficina” e denuncia il silenzio delle istituzioni:

“In molti cantieri si continua a lavorare anche in condizioni meteo avverse, perché il tempo è denaro. Ma così si muore”.

 

Una strage quotidiana

 

Da Stromboli a Palermo, passando per ospedali, cantieri e isole minori, il copione è sempre lo stesso: subappalti, controlli insufficienti, sicurezza sacrificata alla fretta. Ogni volta si promette di intervenire. Ogni volta si piange una vittima in più.