Funierice, il Tar respinge il ricorso dell’ex direttore Fauci. Toscano esulta, lui replica
Il Tar Sicilia mette un punto fermo, almeno per ora, sulla guerra legale attorno a Funierice: il ricorso (e i motivi aggiunti) presentato da Gaetano Germano Fauci contro Comune di Erice e Libero Consorzio di Trapani è stato respinto. Subito dopo la pubblicazione della sentenza, però, la vicenda è tornata sui social: la sindaca Daniela Toscano parla di ricorsi “infondati” e di possibili azioni legali, Fauci ribatte accusando la prima cittadina di “uso demagogico” del provvedimento e rilancia: “la legge mi consente di appellare”.
Cosa contestava Fauci
Al centro del ricorso c’erano le modifiche allo statuto di Funierice Service Srl, società partecipata al 50% dal Comune di Erice e al 50% dal Libero Consorzio, concessionaria della funivia, dei parcheggi e del sistema di mobilità integrata da e per Erice.
Fauci impugnava le delibere con cui i soci pubblici avevano scelto di ridimensionare prima e poi eliminare la figura del Direttore generale prevista dallo statuto (in particolare intervenendo sull’articolo 18-ter e su altri passaggi della governance), sostenendo, in sintesi:
difetto di motivazione e presunto “sviamento” nelle scelte organizzative;
illogicità e contraddittorietà rispetto al modello precedente, che a suo dire aveva prodotto buoni risultati gestionali.
Con i motivi aggiunti del 2023, Fauci contestava anche la delibera successiva del Libero Consorzio che sopprimeva definitivamente la possibilità di nominare il Direttore generale, sollevando inoltre un tema “istituzionale”: l’atto era stato adottato dal Commissario del Libero Consorzio, e Fauci richiamava la pronuncia della Corte costituzionale sulle proroghe commissariali.
La decisione del Tar: giurisdizione al giudice amministrativo e ricorso respinto
Il Tar, prima di entrare nel merito, chiarisce un punto tutt’altro che tecnico: la materia è del giudice amministrativo, perché le delibere con cui gli enti pubblici soci intervengono sullo statuto e sulla governance della partecipata sono atti “a monte”, di indirizzo e macro-organizzazione.
Sul merito, la conclusione è netta: il ricorso è infondato e viene respinto.
Due i passaggi centrali della sentenza:
motivazioni ritenute sufficienti: il Tar non rileva “macroscopiche e gravi carenze motivazionali” nelle delibere impugnate, richiamando la logica di rafforzare il controllo analogo congiunto dei soci pubblici sulla società;
ampia discrezionalità degli enti: per il Tribunale le scelte organizzative rientrano nella discrezionalità dell’amministrazione e non risultano abnormi o arbitrarie. Il fatto che la governance precedente avesse ottenuto buoni risultati non basta, da solo, a rendere irragionevole un nuovo assetto.
Quanto alla contestazione legata alla proroga del Commissario, il Tar ritiene comunque che gli atti poggino su una nomina divenuta inoppugnabile e quindi non travolta dagli effetti della pronuncia di incostituzionalità richiamata dal ricorrente.
La sentenza compensa integralmente le spese di giudizio tra le parti. Tradotto: ognuno si paga i propri legali, senza condanne alle spese.
È un punto che diventa subito materia di scontro politico-comunicativo, perché la sindaca Toscano insiste sull’“infondatezza” del ricorso, mentre Fauci replica proprio da qui: se era tutto “infondato”, sostiene, perché non sarebbe stato condannato alle spese? Nella pratica, la compensazione può dipendere da vari fattori (novità o peculiarità delle questioni trattate, come scrive il Tar), e non è automaticamente “smentita” del rigetto: il ricorso resta respinto, ma il giudice sceglie comunque di non addebitare le spese.
Toscano: “Parola fine, ricorsi infondati”. E apre alle vie legali
In un lungo post, la sindaca di Erice Daniela Toscano rivendica la decisione come una “parola fine” e attacca chi, in questi anni, avrebbe “gettato fango” sul Comune e sul Libero Consorzio. Annuncia anche che la sentenza porrebbe le basi per azioni legali a tutela dell’ente e dell’immagine dell’amministrazione, ringraziando l’avvocato Giuseppe Marabete, difensore degli enti.
Fauci: “Post scorretto. E comunque posso appellare”
La replica di Gaetano Germano Fauci arriva a stretto giro: attacca il tono del post della sindaca, parla di “modo scorretto e demagogico” di fare politica e rilancia l’argomento delle spese compensate. Poi chiude con un messaggio chiaro: la partita potrebbe non essere finita, perché “la legge mi consente di appellare”.
E adesso cosa succede
La sentenza del Tar chiude il primo round sul fronte amministrativo: le modifiche statutarie contestate da Fauci restano in piedi e la linea degli enti soci viene ritenuta legittima.
Ma il clima, ormai, è quello di una vicenda che vive su due binari:
uno giuridico, con l’ipotesi di un appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa;
uno politico, dove ogni riga della sentenza diventa un pretesto per misurare rapporti di forza, responsabilità e narrazioni.
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