Trent’anni senza interventi: il Ministero indaga sulle sepolture militari a Trapani
Da oltre trent’anni una richiesta formale dello Stato è rimasta lettera morta a Trapani. Il Ministero della Difesa aveva chiesto al Comune di rimediare alla cancellazione delle sepolture militari nel cimitero comunale. Non è mai successo. Oggi, mentre il Ministero ha avviato una verifica ufficiale, nel cimitero affiorano ossa umane, gli ornamenti commemorativi sono instabili e interi campi militari risultano scomparsi.
La richiesta risale al 1989 e già allora lo Stato aveva preso atto che i campi comuni dei prigionieri austro-ungarici della Prima guerra mondiale non esistevano più e aveva invitato formalmente il Comune a riparare al danno, realizzando un segno commemorativo da collocare in evidenza all’interno del cimitero. Quell’intervento non è mai stato realizzato. È un caso anomalo: dagli uffici ministeriali non risultano altri Comuni che abbiano ignorato una richiesta di questo tipo.
Oggi le conseguenze sono visibili: il sacrario dei soldati italiani della Prima guerra mondiale, l’unico settore ancora riconoscibile, versa in stato di evidente incuria. A novembre era stata segnalata al Comune la precarietà di alcuni ornamenti e cornici commemorative; a gennaio, quelle stesse cornici si sono staccate, finendo a terra all’interno della cappella. Ma il dato più grave riguarda la presenza di un osso umano visibile sul ciottolato, a pochi passi dalle tombe.
A documentare tutto è stato Antonio Jacopo Triscari, 19 anni, che ha potuto consultare i registri cimiteriali e ha protocollato una segnalazione il 13 novembre, avvertendo del rischio imminente. «Avevo scritto che gli ornamenti stavano cedendo - racconta Triscari - Li ho trovati a terra. Ma l’immagine che più mi ha colpito è stata vedere un osso umano affiorare tra le pietre, proprio accanto a una tomba».
Dai registri emerge anche un quadro inquietante. «Nel cimitero erano presenti tre campi militari distinti: Marina, Fanteria e Aviazione - spiega Triscari - Conosciamo i nomi dei sepolti nei campi della Marina e della Fanteria, ma oggi non sappiamo più dove fossero. Al contrario, sappiamo dove si trovava il campo degli avieri, ma non sappiamo chi vi riposa». Nei documenti compaiono diciture come “avieri americani sconosciuti”, “milite carbonizzato”, “resti ossei di aviere”, perfino “pattume osseo di milite”. «Com’è stato possibile archiviare così la memoria di chi si è sacrificato?», si chiede.
Il Ministero della Difesa, che tutela direttamente i sacrari militari e i cimiteri dei caduti di guerra, ha avviato una verifica. Non si tratta di cimiteri ordinari, ma di luoghi sottoposti a tutela anche in base ad accordi internazionali, che non possono essere cancellati né lasciati in stato di abbandono.
Un elemento rilevante è che l’attuale amministrazione comunale non era a conoscenza della richiesta del 1989, rimasta sepolta negli archivi per decenni. Una vicenda che oggi riemerge insieme alle sue conseguenze più concrete.
Sul punto, il sindaco Giacomo Tranchida chiarisce: «Il Comune di Trapani ha avviato degli accertamenti interni per chiarire l’esatta situazione e rispondere in modo appropriato alle richieste del Ministero».
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