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26/01/2026 00:08:00

Un tumore, una famiglia, nessun matrimonio: la storia che chiede giustizia

Dal 2015 Sonia Sessa e Michele Pignatelli hanno costruito una famiglia allargata, unita e stabile, insieme ai loro figli. Ma oggi, dopo quattordici anni d’amore, non riescono ancora a sposarsi. Un ostacolo che non è sentimentale, bensì burocratico e giudiziario: Michele non è riuscito a ottenere il divorzio dal precedente matrimonio. E il tempo, ora, non è dalla loro parte.

 

La loro storia - raccontata dal quotidiano La Siciilia - comincia quasi per caso, attraverso tornei online di burraco. Lei ad Augusta, lui a Napoli. All’inizio è un gioco, poi la complicità cresce, fino a trasformarsi in un legame profondo. Il primo incontro avviene nel 2012, a Roma: un incontro timido, accompagnati da un amico, che si trasforma in qualcosa di definitivo con un bacio improvviso. “Avevo le ali ai piedi”, racconterà Sonia. “Ci siamo amati dal primo istante”, dirà Michele.

 

La distanza non spegne il sentimento, anzi lo rafforza. Intanto Michele affronta una separazione giudiziale lunga e logorante, segnata da ricorsi, appelli e conflitti sull’affidamento dei figli e sul mantenimento. Una battaglia che lui stesso definisce “una guerra smisurata”. Nel 2015 arriva la svolta: Michele, vigile del fuoco, ottiene il trasferimento ad Augusta. Sonia piange di gioia. Nasce così una famiglia allargata in cui i figli trovano equilibrio e affetto.

 

Il figlio di Michele va a vivere con il padre ed è accolto da Sonia come una madre. Poco dopo anche la figlia più piccola sceglie la Sicilia. “Ho guadagnato due sorelle”, racconta. “Sonia è un angelo”. Tutto è pronto per il matrimonio: abiti, fedi, bomboniere, ristorante. Ma il sogno si ferma davanti a un divorzio che non arriva mai.

 

Nel 2021 viene avviata una negoziazione assistita per sciogliere consensualmente il matrimonio precedente. L’accordo viene firmato dalle parti e dai legali, ma non risulta mai depositato in Procura. Un vizio formale che annulla tutto e riporta la vicenda al punto di partenza. Nel frattempo le richieste economiche e le condizioni poste dall’ex moglie diventano insostenibili.

 

Poi arriva la notizia più dura: a Michele viene diagnosticato un tumore aggressivo al polmone. L’intervento chirurgico e la chemioterapia non bastano. Le metastasi al fegato riducono drasticamente le prospettive. “Non c’è tempo”, dice. “Voglio essere libero di dire: oggi sposo la donna che amo”.

 

L’unica strada rimasta è il divorzio giudiziale, con udienza fissata per il 5 marzo. Le condizioni di salute di Michele peggiorano e vengono presentate istanze urgenti, corredate da certificazioni mediche, per ottenere almeno una sentenza parziale che consenta il matrimonio, rinviando il resto del giudizio.

Sonia è oggi assistita dagli avvocati Giovanna Torbini e Vincenzo Pera, impegnati a tutelare il diritto della coppia a vedere riconosciuto un legame costruito nel tempo, tra sacrifici e responsabilità condivise. Accanto a loro ci sono i figli, convinti che questo amore meriti di essere celebrato. Con la famiglia vive anche la madre anziana di Michele, che ha scelto di raggiungere il figlio in Sicilia.

Una grande famiglia che oggi aspetta solo di poter dire , prima che il tempo – e la burocrazia – rendano quel diritto irraggiungibile. Perché, dopo quattordici anni, nessuno dovrebbe essere costretto a elemosinare il diritto di sposarsi.



Cronaca | 2026-01-25 20:42:00
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