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26/01/2026 06:00:00

Busto alla Biblioteca Fardelliana, una riflessione sui criteri di riconoscimento pubblico

Gentile Direttore di Tp24,
nel ringraziarLa per avere dato risalto al mio intervento relativo alla donazione alla Fardelliana del busto del Preside Giuseppe Marrocco, Le invio questa riflessione che potrebbe chiarire lo spirito di cittadinanza attiva che mi ha spinto a contestarne l’accettazione e quindi l’esposizione, in contrapposizione all’accusa di avere strumentalizzato ideologicamente l’iniziativa.

La mia delusione è ancor maggiore quando rifletto che della Fardelliana (una delle biblioteche pubbliche più antiche della Sicilia occidentale), a mio parere, fanno parte anche personaggi che impropriamente hanno avuto riconoscimenti e ruoli che ritengo impropri nella gestione di una istituzione culturale che svolge un servizio di interesse generale e non privato.

 

Ciò detto, nell’informarLa che ho già inviato alla predetta Biblioteca una PEC con la quale rivendico il diritto di accesso agli atti, La pregherei di voler pubblicare queste mie riflessioni.

 

Innanzitutto ritengo utile ricordare a quanti stoltamente, ed anche ideologicamente, hanno interpretato in modo errato il mio dissenso, strumentalizzandolo, che la collocazione di un busto all’interno di una biblioteca pubblica non è un atto neutro né decorativo, ma un riconoscimento ufficiale e permanente che impegna l’istituzione sul piano culturale, simbolico e morale.

 

Attribuire tale onore sulla base della qualifica di “illustre studioso” o di “Preside” o di “Presidente del Rotary Club” (così come risulta nella targhetta del busto), in assenza di meriti oggettivamente accertati, documentati e condivisi, appare culturalmente debole e istituzionalmente discutibile.

In particolare, la definizione di illustre studioso è infatti vaga e non normata, priva di criteri misurabili e facilmente esposta a interpretazioni soggettive o autoreferenziali.
Essa non costituisce titolo sufficiente per un riconoscimento pubblico che ambisce a rappresentare valori duraturi e universalmente riconoscibili.

 

Una biblioteca pubblica non è un luogo di celebrazione personale, ma uno spazio deputato alla selezione critica della memoria culturale, fondata su rigore, merito e rilevanza storica. Ogni busto collocato al suo interno contribuisce a definire un canone simbolico, trasmettendo ai cittadini – e in particolare alle giovani generazioni – un messaggio su cosa l’istituzione consideri degno di esempio.

 

Così, in mancanza di opere di riconosciuto valore scientifico o culturale; di contributi di rilievo attestati da fonti autorevoli; di riconoscimenti istituzionali o accademici qualificati e di una valutazione storica sufficientemente consolidata, la scelta di collocare un busto si configura come atto discrezionale privo di adeguata motivazione, suscettibile di minare la credibilità culturale della Fardelliana e di alimentare legittime perplessità nell’opinione pubblica.

Infine, l’assenza di criteri chiari e predeterminati (o ignorati ove esistenti) espone l’istituzione al rischio di arbitrarietà nelle scelte simboliche, di disparità di trattamento rispetto ad altre figure di indubbio valore e di una progressiva banalizzazione del riconoscimento pubblico, che perde così il suo significato autentico.

Per tali ragioni, ritengo che la collocazione di un busto in una biblioteca pubblica debba essere eccezionale, motivata e rigorosamente fondata su elementi oggettivi e non su qualificazioni generiche o valutazioni di opportunità contingente.

È per questi motivi che l’atto non mi appare coerente con i principi di buon andamento, imparzialità e tutela dell’interesse pubblico, cui ogni istituzione culturale – e in particolare la storica Biblioteca Fardelliana – è tenuta a conformarsi.

Grazie per l’attenzione
 

Roald Vento

 

Allego pure la foto del busto donato, la cui targhetta così recita:

 

Illustre studioso
Preside Liceo Classico L. Ximenes
Presidente Rotary Club Trapani 1989/90

a destra e a sinistra i loghi del Rotary e dell’associazione Nova Civitas.

 

Riflessioni in proposito:
cosa c’entrano i loghi pubblicitari con la donazione della famiglia?
Sono meriti particolari essere stati Presidi e Presidenti di Club Service?
La targhetta va rimossa e riscritta secondo canoni d’esposizione compatibili e corretti