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27/01/2026 02:00:00

Mazara: il Comitato del Centro Storico propone un modello di spiaggia da integrare al PUDM

Un modello di spiaggia urbana più sostenibile, silenziosa e compatibile con la residenza. È la proposta elaborata dal Comitato Tutela dei Diritti alla Salute e alla Quiete Pubblica dei Residenti del Centro Storico di Mazara del Vallo, che sarà presentata come contributo da integrare nel Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM).

 

L’obiettivo dichiarato è quello di conciliare la fruizione pubblica dell’arenile con la tutela della salute, della quiete e della vivibilità del centro abitato, in un tratto di costa considerato particolarmente delicato. La spiaggia urbana, infatti, si trova a ridosso del centro storico e in diretto contatto con un fronte residenziale continuo, collocato a quota superiore rispetto all’arenile: una condizione che, secondo il Comitato, rende inadeguati i modelli di utilizzo ad alto impatto.

Nella relazione tecnica allegata alla proposta si punta su una struttura leggera e diffusa, ispirata a esperienze già consolidate in diverse città europee e mediterranee. Il fulcro del progetto è la realizzazione di una passeggiata pedonale continua, integrata nella sabbia e realizzata con materiali naturali, pensata come percorso lento capace di collegare tutti gli accessi alla spiaggia senza generare assembramenti o concentrazioni rumorose.

 

Al centro dell’arenile è prevista una piazza informale da spiaggia, prevalentemente libera e non edificata, destinata alla sosta, all’incontro e a micro-attività culturali non amplificate. Uno spazio che richiama modelli urbani come quelli di Nizza e Marsiglia, dove le spiagge cittadine sono vissute come luoghi di socialità tranquilla e inclusiva.

Il progetto prevede inoltre servizi leggeri e diffusi: piccoli chioschi di ristoro e presìdi culturali temporanei, ispirati ai chiringuiti minimali di Formentera, ai kiosques urbani di Lisbona, ma anche a esperienze di Barcellona e Valencia, come librerie a mare e micro-spazi culturali stagionali. Tutte le strutture sarebbero stagionali, removibili e di dimensioni ridotte.

 

Sul lato Ovest dell’arenile, lontano dalla piazza centrale, è ipotizzata una scuola di attività marine (vela, SUP, canoa), con funzioni esclusivamente diurne, sul modello di realtà già presenti in città costiere come Marsiglia e Taranto. La spiaggia resterebbe in larga parte libera, senza compartimentazioni rigide tipiche degli stabilimenti tradizionali.

 

Particolare attenzione è riservata al rapporto con il tessuto urbano. La parete in tufo che separa l’arenile dal centro abitato verrebbe mantenuta come elemento di protezione e separazione, evitando strutture addossate che potrebbero generare criticità igienico-sanitarie, problemi di sicurezza e un aumento dell’impatto acustico sulle abitazioni.

L’assetto proposto esclude esplicitamente musica amplificata e intrattenimento notturno, distribuisce le funzioni lungo tutta la spiaggia ed è pensato per privilegiare suoni naturali e forme di socialità spontanea. Un approccio che, secondo il Comitato, consentirebbe di ridurre sensibilmente l’impatto acustico, garantendo il diritto alla quiete dei residenti senza rinunciare alla valorizzazione dell’arenile.

 

«Con questa proposta vogliamo dimostrare che il PUDM può essere uno strumento capace di governare la spiaggia urbana in modo equilibrato e lungimirante», dichiarano i rappresentanti del Comitato. «Ci siamo ispirati a modelli già adottati in molte città europee e mediterranee, dove la convivenza tra residenza, turismo e spazio pubblico è una realtà consolidata. Il nostro obiettivo non è porre divieti, ma offrire una base concreta di confronto con le istituzioni».

Il Comitato ribadisce infine la disponibilità al dialogo con l’amministrazione comunale e con tutti i soggetti coinvolti, affinché il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo tenga conto delle specificità della spiaggia urbana a diretto contatto con il centro abitato.