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27/01/2026 19:37:00

Frana a Niscemi, sopralluogo di Schifani e Protezione Civile: "La collina sta crollando"

La frana che sta colpendo Niscemi assume contorni sempre più gravi. Dopo il sopralluogo congiunto del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e del capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, arriva una conferma che non lascia spazio a interpretazioni: non si tratta di un cedimento localizzato, ma di un movimento dell’intero versante collinare su cui poggia parte del centro abitato.

Secondo i dati raccolti dalla Protezione civile e dalla comunità scientifica, l’intera collina sta scivolando verso la piana di Gela, mettendo a rischio abitazioni, infrastrutture e servizi essenziali. Gli sfollati hanno già raggiunto quota 1.500, ma il numero è destinato a crescere.

 

Il sopralluogo: «Frana pienamente attiva, situazione critica»

 

Durante la riunione operativa al Centro operativo comunale (Coc), alla presenza delle autorità regionali e nazionali, Fabio Ciciliano ha parlato senza mezzi termini: «La frana è pienamente attiva. Non è solo ciò che vediamo in superficie: è l’intero versante che si sta muovendo».

Con lui anche il professor Nicola Casagli, esperto del centro di competenza del Dipartimento nazionale della Protezione civile, che ha confermato la complessità del fenomeno dopo un sorvolo dell’area. Le ricognizioni aeree hanno evidenziato fratture diffuse lungo chilometri, sia sul costone che nella piana sottostante.

 

 

Zone rosse ampliate e quartieri evacuati

 

Il movimento franoso interessa in modo diretto la strada provinciale SP10, con un cedimento stimato di circa sei metri, e coinvolge diversi quartieri del centro abitato, tra cui Sante Croci, Trappeto e via Popolo. La zona rossa è stata ampliata da 100 a 150 metri, mentre il fronte complessivo della frana si estende per circa 4 chilometri. Molte abitazioni risultano ormai compromesse e, secondo le autorità, alcune dovranno essere definitivamente abbattute.

Il sindaco Conti: «È una frana drammatica, restate a casa»

 

Visibilmente provato, il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti ha lanciato un appello alla cittadinanza tramite un messaggio sui social: «È una frana drammatica. Non voglio che qualcuno sottovaluti questo evento. Restate a casa, non superate le zone transennate». Il primo cittadino ha confermato la chiusura delle scuole e ha ribadito la necessità di attenersi scrupolosamente alle indicazioni della Protezione civile, mentre l’amministrazione comunale è impegnata nella gestione dell’emergenza e dell’assistenza agli sfollati.

 

Schifani: «Garantiremo una casa a tutte le famiglie»

 

Nel corso dell’incontro operativo, il presidente della Regione Renato Schifani ha posto l’accento sull’emergenza sociale oltre che geologica: «Ci sono abitazioni che non potranno più essere popolate. Garantiremo una soluzione abitativa a tutte le famiglie coinvolte». La Regione Siciliana ha annunciato un programma di ricollocazione, che prevede l’utilizzo di alloggi già esistenti e la realizzazione di nuove unità abitative. Attenzione anche ai servizi essenziali: sanità, scuola, assistenza psicologica e ripristino delle forniture di gas metano.

 

 

 

 

Sanità riorganizzata e supporto psicologico

 

 

L’assessorato regionale alla Salute ha avviato una riorganizzazione dell’assistenza sanitaria. Le emergenze-urgenze saranno indirizzate all’ospedale di Caltagirone, mentre a Niscemi verrà riattivata l’unità di Medicina con nuovi medici e un servizio di rianimazione h24.

Previsti inoltre: un mezzo sanitario mobile per gli sfollati, assistenza psicologica per famiglie e studenti, percorsi sanitari dedicati per superare le difficoltà legate alla viabilità interrotta.

 

Il parere degli esperti: frana nota dal 2006

 

La Società Geologica Italiana ha chiarito che il dissesto non è un evento imprevedibile. Secondo il geologo Carmelo Monaco (Università di Catania), si tratta di una frana complessa già classificata nel Piano di Assetto Idrogeologico della Sicilia del 2006, con pericolosità P4 (molto elevata) e rischio R3-R4 per strade e abitazioni.

Il fenomeno è legato allo scivolamento delle argille sottostanti, che quando impregnate d’acqua perdono resistenza e provocano l’arretramento progressivo della corona di frana. Ancora più dura la denuncia del presidente della Società Geologica Italiana Rodolfo Carosi, che sottolinea come Niscemi non sia coperta da una cartografia geologica moderna: «Il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una cartografia geologica aggiornata. È un fatto grave».

 

 

 

Le reazioni politiche e ambientaliste

 

Sul caso Niscemi si registra una forte presa di posizione politica. La segretaria del Pd Elly Schlein, presente in città, ha chiesto risorse straordinarie per i territori colpiti dal maltempo, proponendo di dirottare fondi da grandi opere ritenute non prioritarie. Anche ANCI Sicilia chiede un salto di qualità nell’impegno istituzionale, invocando una strategia di lungo periodo e un coordinamento tra Comuni e Regione. Il WWF parla di “frana apocalittica” e rilancia l’urgenza di: attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, fermare il consumo di suolo, investire nella prevenzione invece che nella sola gestione dell’emergenza.

 

La frana di Niscemi resta una crisi dinamica, in continua evoluzione. Le prossime ore saranno decisive per capire l’estensione definitiva del dissesto e il numero reale delle famiglie che non potranno più rientrare nelle proprie case. Nel frattempo, l’unica certezza è che Niscemi affronta una delle emergenze idrogeologiche più gravi degli ultimi decenni in Sicilia, con conseguenze destinate a segnare a lungo il territorio e la comunità.

 

 



Cronaca | 2026-01-27 23:33:00
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