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27/01/2026 06:00:00

Marsala, il centrodestra alla prova dell’unità tra rinvii e tatticismi

Il centrodestra a Marsala è alla sua prova di unità, difficile intento seppure la buona volontà di Luca Sbardella ci sia tutta. Tra oggi e domani è previsto proprio un incontro tra il commissario regionale di Fratelli d’Italia e il capogruppo all’ARS di Forza Italia, Stefano Pellegrino.

 

Sbardella aveva già avvertito i sostenitori di Nicola Fici candidato sindaco: nessuna preclusione, il partito c’è, ma il centrodestra deve essere unito e soprattutto non si può fare a meno di Pellegrino. È il deputato della città e rompere con lui non passerebbe inosservato.

 

Questo ha comportato una maggiore perdita di tempo e, soprattutto, ci si chiede a cosa siano servite tutte le riunioni pre, durante e post estate dei civici (magari a mangiarsi un gelato e un panettone) se poi sono ancora al punto della non decisione, delegata ad altri tavoli.

 

Il problema che nessuno pone

 

Si parla di liste, di numeri, di consiglieri che sono tutti schierati con Fici. La vera domanda, a cui evidentemente i consiglieri non sono affezionati, è: come fanno la campagna elettorale senza dire chi è il loro candidato sindaco? Si può dire di essere in campo senza sposare il progetto e il programma del candidato? Appunto, quale? È imbarazzante per loro, per la città. È una mancanza totale di rispetto nei confronti del corpo elettorale. Una città sospesa. E come nelle migliori serie, quelle americane soprattutto, ancora non si scrive la parola fine.

 

Patti, la sinistra, le sigle

 

Al Golden di Marsala il PSI ha presentato non la lista ma la candidata sindaca Andreana Patti. Insieme ai socialisti gli alleati: PLD, PD, Rifondazione, M5S; una capatina pure l’ha fatta Michele Gandolfo. A questa compagine si aggiungono i renziani, che dicono di riuscire a fare una lista. Il consigliere uscente Rino Passalacqua tiene a sottolineare che lui non è di Italia Viva, non è un tesserato ma un semplice simpatizzante.

La somma delle liste dovrebbe già portare alla vittoria della Patti, ma non è così. La somma dei simboli non è somma di voti. Nella maggior parte dei casi si tratta di contenitori vuoti. Nella migliore delle ipotesi la lista di IV metterà insieme il PSI, il PLD e qualche altro contenitore che non arriverà ad allestire la lista.

Il rischio è lo stesso del 2020, allora candidato Alberto Di Girolamo: dividere i numeri nelle varie e più liste. Il risultato lo sappiamo qual è stato.

 

Fici sì, Fici no

 

Non ci sono più margherite, petali di rosa, fiori. E il dubbio è ancora lì. Si candida o no? Sceglie o no? Ma soprattutto, quando? Resta appeso al filo dei partiti, che però prendono ancora tempo. Le fratture dentro FI sono evidenti e soprattutto bisognerà che qualcuno si assuma la responsabilità di andare avanti senza Pellegrino, che resta il deputato della città dove si vota.

Una scelta che è plausibile, vista la lentezza del deputato nell’assumere una posizione, che in verità appare già eloquente, ma che pone il partito e la coalizione davanti a un rischio enorme. Nelle prossime settimane, dicono, ci potrebbe essere la soluzione. Il tempo passa e l’unica certezza, al momento, è che l’attesa continua a sostituire le decisioni, mentre la città resta ferma, ostaggio di rinvii e tatticismi.