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27/01/2026 11:53:00

Neo maggiorenni convocati dal sindaco Grillo: la Costituzione utilizzata per propaganda...

Il Comune di Marsala ha inviato in questi giorni una lettera a tutti i neo diciottenni della città per invitarli a una cerimonia pubblica in occasione del raggiungimento della maggiore età.
L’iniziativa, firmata dal sindaco Massimo Grillo e da due assessori, prevede la consegna di una copia della Costituzione e dello Statuto della Regione Siciliana nel corso di una manifestazione in programma giovedì 29 gennaio, alle 10.30, al Complesso monumentale di San Pietro.

 

Un'altra decisione del Sindaco Grillo, a pochi mesi dal voto, che fa discutere, eccome. E non solo perché la lettera è arrivata puntuale nelle case dei neo diciottenni, ma perché arriva ora, a pochi mesi dal voto amministrativo di maggio, in una città dove il clima politico è tutt’altro che neutro.

 

Chiariamolo subito: l’iniziativa in sé non è scandalosa. La consegna della Costituzione ai neo maggiorenni è un rito civile praticato da tanti Comuni, spesso con buone intenzioni e risultati anche apprezzabili. Il problema, a Marsala, è il contesto. E il contesto, in politica, è tutto.

 

Il sindaco Massimo Grillo non aveva mai promosso, nei suoi cinque anni di mandato, cerimonie di questo tipo. Nessuna consegna pubblica della Costituzione, nessun appuntamento simbolico dedicato ai diciottenni. L’illuminazione civica arriva improvvisamente nel 2026, anno di elezioni, con tanto di lettera ufficiale, invito formale, firma del sindaco e assessori, cornice solenne al Complesso monumentale di San Pietro.

 

Difficile non notarlo: la tempistica è quantomeno infelice. O sospetta, a seconda dei punti di vista.

 

C’è poi un altro dettaglio tutt’altro che secondario: l’orario. Giovedì mattina, alle 10.30. Tradotto: ore di lezione perse, scuole coinvolte indirettamente, studenti chiamati a scegliere se partecipare a una cerimonia istituzionale o restare in classe. Un invito che, per ragazzi di 18 anni, rischia di diventare una sorta di pressione gentile: “è il sindaco che ci chiama, non possiamo non andare”.

 

E qui il confine tra educazione civica e uso politico delle istituzioni diventa sottile. Molto sottile.

 

Nessuno mette in discussione il valore della Costituzione, né l’importanza di accompagnare i giovani nel passaggio alla cittadinanza piena. Ma proprio per questo iniziative del genere dovrebbero essere strutturate, condivise, continuative, magari costruite insieme alle scuole, lontane dalle scadenze elettorali e soprattutto sottratte a ogni ambiguità.

 

Così com’è, invece, l’operazione sa di palcoscenico istituzionale allestito per parlare a un pubblico nuovo e politicamente “vergine”, con il sindaco al centro della scena, in uno dei luoghi simbolo della città, a pochi mesi dal voto. 

 

Non un reato, sia chiaro. Ma nemmeno un gesto neutro.

 

Il dubbio resta, ed è legittimo: è davvero un atto di educazione civica o l’ennesima mossa di una campagna elettorale che, nei fatti, è già cominciata?

 

A Marsala, dove il rapporto tra istituzioni e cittadini è spesso fragile, forse sarebbe servita più cautela. Perché la Costituzione unisce. La propaganda, anche quando indossa abiti solenni, divide.