A Palazzo D’Alì le deleghe tornano a girare. Dopo settimane di accentramento e silenzi, il sindaco Giacomo Tranchida firma il decreto che rimette ordine – almeno sulla carta – dentro la Giunta comunale. Un atto politico necessario dopo le dimissioni dell’assessore Emanuele Barbara, che aveva accumulato fino a 18 deleghe, finite poi tutte nelle mani del sindaco, e dopo l’ingresso in Giunta di Andrea Genco e Giusy Poma.
Il risultato è una redistribuzione che riduce il carico del primo cittadino, oggi titolare soltanto di due deleghe pesanti: Lavori pubblici e Protezione civile. Tutto il resto viene smistato tra gli assessori, con qualche sorpresa e parecchi pacchetti corposi.
La prima novità è il ritorno dell’assessorato alle Finanze, rimasto scoperto dopo l’uscita di scena di Alberto Mazzeo, eletto presidente del Consiglio comunale. La delega va a Enzo Abbruscato, che non perde nulla per strada: oltre a Finanze e Tributi, mantiene Rapporti con il Consiglio, Servizi demografici, Personale, Suap, Commercio, Attività produttive, Industria, semplificazione amministrativa, Partecipate e Rapporti con l’Unione Maestranze. Un super assessorato che concentra leve politiche e amministrative decisive.
Giuseppe Pellegrino incassa Urbanistica, Tutela del territorio e Abusivismo edilizio, Patrimonio ed Espropri, Politiche agricole, il Servizio idrico integrato e le Partecipate Gal Elimos e Strade del Vino, oltre alle frazioni di Fulgatore, Mokarta, Ummari e Xitta. In pratica, il governo del territorio passa tutto da qui.
Andrea Vassallo resta su Mercati e Fiere e Randagismo, ma aggiunge la Polizia municipale e mantiene il presidio politico su Villa Rosina, quartiere da anni al centro di emergenze sociali e urbanistiche.
Il carico più pesante, però, finisce sulle spalle di Peppe La Porta: Servizi cimiteriali, Rapporti con le Istituzioni, Ambiente e Raccolta differenziata, Ville, giardini e fontane, Spiagge, Partecipate Trapani Servizi e Trapani Nord, più i quartieri Sant’Alberto e Fontanelle sud. Un elenco che fa 14 deleghe, numeri alla mano.
Rosalia d’Alì governa Turismo e promozione Trapani West of Sicily, Cultura, Arte, grandi eventi, Centro storico, Biblioteca Fardelliana ed Ente Luglio Musicale. Giuseppe Virzì tiene Servizi sociali, Famiglia, Lavoro, Terzo settore, Casa, Iacp, Parrocchie, Feste patronali e Cappuccinelli. Giulia Passalacqua va su Scuola, Edilizia scolastica, Infanzia e Pari opportunità.
I nuovi ingressi chiudono il cerchio. Giusy Poma prende Università, Distretto socio-sanitario 50, Politiche socio-sanitarie e Salute in Comune. Andrea Genco si occupa di Sport, Politiche giovanili, Urp, fondi europei, nazionali e regionali e dei quartieri Sant’Alberto, San Salvatore e Fontanelle nord.
Con questo decreto decadono tutti i precedenti assetti. La fase dell’uomo solo al comando, almeno formalmente, si chiude. Ora resta da capire se questa Giunta, rimessa in ordine sulla carta, riuscirà anche a reggere sul piano politico e amministrativo. Perché le deleghe sono state assegnate. I problemi, quelli veri, sono tutti ancora lì.