Il Tribunale del Riesame di Palermo ha disposto l’immediato reintegro di tutti i direttori di Liberty Lines, revocando anche le ultime misure interdittive richieste dalla Procura di Trapani. Lo comunica la compagnia in una nota diffusa oggi aggiornando sugli sviluppi dell'inchiesta che ha fatto tremare il ramo dei trasporti marittimi in Sicilia (qui i particolari).
Il provvedimento chiude, sul piano cautelare, una vicenda giudiziaria complessa che negli ultimi mesi aveva portato a sequestri, interdizioni e all’amministrazione giudiziaria dell’azienda, principale operatore dei collegamenti marittimi veloci con le isole minori siciliane.
Con la decisione odierna, viene completata la rimozione di tutte le restrizioni nei confronti dei vertici societari. In precedenza, il Riesame aveva già annullato le misure cautelari personali disposte dal Gip di Trapani e revocato il sequestro dell’intero compendio aziendale.
Le tappe giudiziarie
Nel dettaglio:
- 20 dicembre 2025: il Riesame di Palermo annulla le misure cautelari personali disposte il 3 dicembre;
- 22 dicembre 2025: il Riesame di Trapani dispone il dissequestro dell’intera compagnia;
- 13 gennaio 2026: vengono cancellate le prime misure interdittive;
- oggi: revocate anche le ultime interdizioni, con il reintegro dei direttori.
Le indagini, però, proseguono e il procedimento non è chiuso nel merito.
La posizione della compagnia
Liberty Lines ribadisce «piena fiducia nell’operato della Magistratura», pur sottolineando come le misure adottate nella fase iniziale si siano rivelate «sproporzionate rispetto ai fatti contestati».
Secondo la compagnia, le presunte irregolarità – che non vengono riconosciute come tali – riguarderebbero lo 0,22% delle corse effettuate negli anni 2021 e 2022. Alcune anomalie, in ipotesi, sarebbero riconducibili ad avarie tecniche risolte senza incidenti, danni o conseguenze operative. «In nessun caso – si legge nella nota – è stata compromessa la sicurezza di passeggeri ed equipaggi».
Nonostante l’impatto dell’inchiesta, Liberty Lines afferma di aver continuato a garantire il servizio pubblico, facendo leva su flotta, personale e standard di sicurezza.