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28/01/2026 09:12:00

Ospedale di Trapani. "Pochi operatori di notte in Pneumologia"

Di notte l’ospedale dovrebbe essere il luogo più sicuro per chi è fragile. E invece, almeno nel reparto di Pneumologia dell’Ospedale di Trapani, la sensazione è opposta: pochi operatori, assistenza ridotta al minimo e pazienti che aspettano.

 

La segnalazione arriva da un cittadino che, per motivi familiari, ha frequentato il reparto e racconta una situazione che definisce «sinceramente amareggiante». Il problema principale riguarda la mancanza di personale di supporto nelle ore notturne, gli operatori socio-sanitari che dovrebbero garantire assistenza continua a pazienti spesso anziani, fragili o con gravi difficoltà respiratorie.

«Il personale in servizio fa il possibile, con grande dedizione e spirito di sacrificio – scrive – ma è evidente che non basta». Di notte, quando i pazienti sono più soli e vulnerabili, l’assistenza si assottiglia ulteriormente. E chi ha bisogno, attende.

 

Di giorno va poco meglio

Ma la notte non è l’unico problema. Anche durante il giorno, racconta il cittadino, la situazione resta critica: pochi operatori, carichi di lavoro eccessivi, assistenza che inevitabilmente rallenta. Non per mancanza di professionalità o volontà, ma per assenza di risorse sufficienti.

Una condizione che pesa su chi lavora e soprattutto su chi è ricoverato. «Chi soffre, attende», scrive il segnalante, sintetizzando una sensazione diffusa nei corridoi.

 

“La cura non finisce al tramonto”

Il cittadino dice di comprendere le difficoltà legate alla carenza di personale e ai lavori di ristrutturazione, ma ritiene che tutto questo non possa giustificare una presenza così ridotta nelle ore notturne. Proprio quelle in cui i pazienti hanno più bisogno di sentirsi seguiti e protetti.

«Non si può pensare che il bisogno di assistenza finisca con il tramonto del sole. La cura deve essere garantita sempre, anche di notte», scrive. Non è una polemica, precisa, ma il tentativo di dare voce a un disagio che molti altri cittadini condividono.

 

Un appello alle istituzioni

Il messaggio finale è diretto: servono scelte organizzative coraggiose. Non corsie silenziose, ma presenze reali. Perché la sanità non è fatta solo di strutture, ma di persone accanto alle persone.

«Anche di notte, la cura è un diritto», conclude.