×
 
 
28/01/2026 06:00:00

Trapani, il 2026 parte dal PUG: urbanistica e maggioranza alla prova in Consiglio comunale

L’anno politico di Trapani si apre nel segno dell’urbanistica. A Palazzo Cavarretta il Consiglio comunale torna a riunirsi con la prima sessione del 2026 e mette subito sul tavolo uno dei dossier più delicati: il documento preliminare del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG).

Il presidente del Consiglio, Alberto Mazzeo, ha convocato l’aula a partire dal 29 gennaio, con altre due sedute già calendarizzate per il 2 e il 5 febbraio. Un’agenda fitta che segna l’avvio ufficiale dell’iter verso il nuovo strumento urbanistico, atteso da decenni e destinato a ridisegnare il futuro della città, ferma su un impianto edilizio che sconta almeno trent’anni di ritardo.

 

Il PUG come banco di prova politico

 

L’approdo in aula del preliminare al PUG non è solo un passaggio tecnico. È anche, e soprattutto, una verifica politica. La maggioranza che sostiene il sindaco Giacomo Tranchida, dopo una serie di incontri preparatori svolti tra la fine del 2025 e l’inizio del nuovo anno, dovrà dimostrare compattezza in Consiglio.

Ufficialmente non sono emersi distinguo, ma il clima resta delicato. La discussione sul PUG arriva infatti a ridosso delle recenti nomine in Giunta, che hanno riempito due caselle rimaste vacanti.

 

Le nomine e il malumore dei centristi

 

La scorsa settimana il sindaco ha nominato Andrea Genco e Giusi Poma, entrambi provenienti dal Consiglio comunale. Una scelta che ha però lasciato strascichi politici, soprattutto nell’area centrista di Trapani Tua, che si attendeva una rappresentanza in Giunta.

Secondo quanto trapela, una delle due nomine avrebbe dovuto riguardare proprio quell’area politica. Ma alla richiesta del primo cittadino di indicare un nome, i centristi non avrebbero risposto, scegliendo la linea del silenzio. Una mossa che ora rischia di pesare nei rapporti interni alla coalizione.

 

Urbanistica e maggioranza alla prova

Il voto sul documento preliminare del PUG diventa così una sorta di “stress test” per la maggioranza: da un lato la necessità di avviare finalmente la pianificazione urbanistica della città, dall’altro gli equilibri politici di una coalizione chiamata a dimostrare di saper reggere anche nei momenti più sensibili.

A Palazzo Cavarretta, insomma, il 2026 parte subito con una partita decisiva. E il PUG, ancora prima di essere un piano per la città che verrà, rischia di essere la prima vera cartina di tornasole della tenuta politica dell’amministrazione.