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29/01/2026 06:00:00

Trapani, Manuel morto in via Staiti: sicurezza stradale sotto accusa 

La morte di Manuel, il giovane investito sabato sera in via Ammiraglio Staiti mentre cercava di proteggere la fidanzata Annalisa, ha scosso profondamente Trapani e riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale. Un dolore che si è trasformato, nelle ore successive, in una lunga scia di commenti, riflessioni e richieste di intervento da parte dei cittadini.

 

Via Ammiraglio Staiti lambisce il centro storico, collega il porto alla città ed è attraversata ogni giorno da studenti, impiegati, lavoratori e rappresentanti della vita amministrativa. La sera diventa il cuore della movida, del turismo e della ristorazione. Una strada viva, frequentata, camminata. Eppure, proprio qui, velocità sostenute, doppie file che nascondono i pedoni, illuminazione insufficiente e pioggia hanno trasformato una serata qualunque in una tragedia.

Sabato sera pioveva. La visibilità era ridotta. Le auto correvano. Manuel e Annalisa stavano raggiungendo l’auto dopo una cena. In quell’istante Manuel si è messo davanti a lei, per salvarla. Un gesto istintivo, eroico, che racconta più di mille parole chi fosse Manuel. Annalisa è sopravvissuta, ferita ma fuori pericolo. Lui è rimasto in coma fino a ieri, quando è arrivata la notizia della sua morte.

 

Il loro amore emerge anche dalle parole che Annalisa gli ha dedicato: «Per noi la distanza non è mai stata un limite e il nostro amore va oltre tutto. Io e tu, tu ed io. Per sempre».

 

Adesso la città chiede di più. Perché via Ammiraglio Staiti è il cuore di Trapani, e la morte di Manuel, sotto la pioggia e al buio, davanti alla donna che amava, ha reso evidente che la sicurezza dei pedoni non può più attendere.

Manuel è la terza vittima in Sicilia dall’inizio dell’anno. Fino al 26 gennaio i pedoni morti nell’Isola erano due. Con la tragedia di via Ammiraglio Staiti il bilancio sale ancora. Numeri che crescono, ma che non sono semplici statistiche: sono vite spezzate, storie interrotte, famiglie distrutte.

La tragedia di Manuel si inserisce in un quadro nazionale drammatico. Secondo l’Osservatorio Pedoni ASAPS–Sapidata, dal 1° gennaio al 26 gennaio 2026 in Italia sono già morti 40 pedoni. Ventidue avevano più di 65 anni, ma aumentano anche le vittime giovani. Ventidue investimenti sono avvenuti sulle strisce pedonali. In Sicilia, ora, sono tre.

Dietro quei numeri ci sono nomi, volti, legami. E Trapani non può più permettersi di contarli dopo.

Sul caso è intervenuto il sindaco Giacomo Tranchida, annunciando innanzitutto il potenziamento della vigilanza serale da parte della Polizia Municipale lungo l’asse portuale. Il primo cittadino ha ricordato anche gli interventi già realizzati e quelli in programma:
i passaggi pedonali rialzati in via Fardella, quelli già appaltati in via Virgilio, e i lavori per il potenziamento dell’illuminazione in via Ammiraglio Staiti e viale Regina Elena, di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale.

Tranchida ha inoltre richiamato il progetto BRT, ovvero il Bus Rapid Transit, un sistema di trasporto pubblico veloce su corsia dedicata che attraverserà l’asse portuale. La presenza fisica delle corsie riservate ai bus ridurrà lo spazio per le auto, dividerà la carreggiata e contribuirà a rallentare la velocità dei veicoli, rendendo la strada più sicura per pedoni e ciclisti.