La Sicilia si prepara a dotarsi di un proprio reddito di cittadinanza. Oggi all’Ars è stato presentato il ddl regionale promosso dal Movimento 5 Stelle, pensato per colmare il vuoto lasciato dalla normativa nazionale e offrire ai cittadini siciliani strumenti concreti per garantire dignità e stabilità economica.
L’iniziativa è stata illustrata nel corso di un convegno a cui hanno partecipato il vicepresidente dell’Ars e coordinatore siciliano del M5S, Nuccio Di Paola, l’ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, gli ex deputati M5S Aldo Penna (Camera) e Giampiero Trizzino (Ars), e il professor Giancarlo Minaldi, docente universitario di Scienze politiche.
Un sostegno concreto contro la povertà
“Il ddl che depositeremo nei prossimi giorni – ha dichiarato Di Paola – è la risposta a una domanda di welfare che non può essere ignorata. Molte persone sono state abbandonate dal governo Meloni, e il reddito di povertà pensato da Schifani ha soddisfatto solo una minima parte delle richieste”.
Catalfo ha sottolineato la necessità di una misura universale: “Bisogna sostenere tutti coloro che vivono in condizioni di povertà e garantire loro una vita dignitosa. Non basta l’assegno di inclusione, rivolto solo ad alcune categorie: serve un reddito di cittadinanza per tutti”.
Secondo Penna, la proposta non è semplicemente assistenziale: “È uno strumento di riequilibrio e inclusione. Al centro c’è il diritto alla felicità, inteso come possibilità concreta di vivere con dignità”.
RDC Sicilia: inclusione attiva e formazione
Il reddito di cittadinanza regionale non si limita a un aiuto economico, ma è pensato come misura di inclusione attiva, finalizzata a garantire autonomia economica e reale reinserimento nel mercato del lavoro. Il beneficio, pari ad almeno 400 euro al mese, è destinato ai nuclei familiari in condizioni di povertà.
Un elemento chiave del ddl è il Percorso Regionale di Inclusione Attiva, obbligatorio per i beneficiari. Il percorso prevede formazione, riqualificazione professionale, partecipazione a progetti utili alla comunità e accettazione di offerte di lavoro congrue. Regione, imprese, enti di formazione e università collaboreranno per favorire occupazione stabile e coerente con il tessuto produttivo locale.
Fondo e controlli
Il ddl istituisce anche un Fondo Regionale per il Reddito di Cittadinanza, con una dotazione iniziale di 200 milioni di euro annui, finanziata con risorse regionali, nazionali ed europee. Sono previsti controlli rigorosi, sanzioni per dichiarazioni mendaci e incentivi per le aziende che assumono i beneficiari del programma.