Un vasto traffico di olio contraffatto è finito al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento. Sono 25 le persone indagate, tutte residenti tra Palma di Montechiaro e Palermo, accusate a vario titolo di aver immesso sul mercato olio spacciato per extravergine d’oliva che, secondo gli inquirenti, extravergine non era affatto. L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Agrigento, ha fatto luce su un presunto sistema organizzato che avrebbe prodotto e commercializzato olio ottenuto dalla miscelazione di olio di oliva con oli di semi (tra cui canola), coloranti, pigmentazioni e additivi, per poi venderlo come extravergine.
Le accuse
Al centro dell’inchiesta finiscono sei società, alle quali vengono contestati anche illeciti di natura amministrativa e movimentazioni di denaro ritenute sospette. Secondo l’accusa, le aziende avrebbero utilizzato fatture e operazioni inesistenti per ottenere indebitamente contributi pubblici.
In particolare, tali condotte avrebbero indotto l’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, a versare oltre 2,5 milioni di euro, configurando i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Gli indagati sono complessivamente 29 (tra persone fisiche e giuridiche), con età comprese tra i 21 e i 68 anni.
Il prodotto e i profitti
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il prodotto veniva preparato in modo da apparire idoneo alla commercializzazione, sfruttando le carenze dei controlli e ottenendo illeciti profitti. Le indagini mirano ora a ricostruire i rapporti tra gli indagati, i ruoli all’interno del sistema e la destinazione finale delle somme percepite.
Nel mirino della Procura anche movimenti finanziari complessi, ritenuti finalizzati al riciclaggio e al reimpiego dei proventi illeciti.
Gli indagati
Tra gli indagati figurano, tra gli altri: Calogero Picone, Calogero Chiazza, Giovanni Falsone, Marcella Mazza, Placida Falsone, Giuseppe Falsone, Antonino Morreale, Salvatore Augusto Provenza, Giuseppe Palumbo, Francesco Scopelliti, Giuseppe Lo Coco, Giorgio Avanzato, Carlo Ribisi e altri.
Le indagini proseguono
Gli accertamenti sono ancora in corso. La Procura punta a definire l’entità complessiva del danno erariale e le singole responsabilità, mentre resta ferma la presunzione di innocenza per tutti gli indagati fino a eventuale sentenza definitiva.