Le piogge delle ultime settimane non sono riuscite a invertire la rotta: gli invasi siciliani restano ai minimi storici e l’emergenza idrica continua a minacciare seriamente l’agricoltura e l’uso potabile. A lanciare l’allarme è l’Autorità di Bacino della Regione Siciliana che, nella fotografia scattata al 31 dicembre, certifica una situazione ancora fortemente critica, in particolare nella Sicilia occidentale.
Gli invasi della provincia di Trapani risultano in forte sofferenza. Secondo i dati ufficiali, i livelli idrici sono inferiori rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando una crisi che dura ormai da oltre un anno e che coinvolge non solo l’agricoltura, ma anche l’approvvigionamento idrico per uso civile e la gestione delle risorse.
A gennaio, grazie a precipitazioni più abbondanti, si è registrato un lieve miglioramento, ma insufficiente a risolvere il problema. Gli invasi, infatti, restano ben al di sotto della loro capacità. La diga Garcia, che può contenere fino a 80 milioni di metri cubi, si ferma a 6 milioni, lo scorso anno era a 10 milioni. La diga Rubino, con una capacità di 11,5 milioni, contiene appena 1,76 milioni di metri cubi, mentre lo scorso anno era a 1,02milioni.
Ancora in netto calo la diga Trinità,nonostante piova da tre mesi. Da tempo l'invaso è al centro di una lunga vertenza legata alla sicurezza dell’infrastruttura, lo scorso anno aveva invasato 2,85milioni di metri cubi, quest'anno trattiene 2,48 milioni. L’invaso continua a disperdere acqua in mare per l’assenza di adeguati sbarramenti, aggravando una condizione già fragile. Per evitare lo svuotamento totale, nel 2025 la Protezione Civile regionale è intervenuta assumendo il controllo della diga.
Non va meglio negli altri bacini. Il lago Arancio, che serve l’area del Belice e dell’Agrigentino, nel 2025 ha beneficiato di una gestione straordinaria per fronteggiare l’emergenza, ma oggi contiene appena 6,17 milioni di metri cubi, quasi il doppio rispetto ai 3,56 milioni, su un totale che potrebbe contenere di 34,8 milioni.
Sul fronte normativo, la Regione Siciliana ha approvato nuove linee guida per la gestione degli invasi minori, prevedendo controlli più stringenti e interventi sugli sbarramenti sotto i 15 metri. L’obiettivo è migliorare la manutenzione e rafforzare i controlli civili e funzionali, anche attraverso il coinvolgimento degli agricoltori locali.
Il quadro resta però fragile. La sfida dei prossimi mesi sarà trasformare l’emergenza in un’occasione di riorganizzazione strutturale, evitando che la crisi idrica diventi una condizione permanente. Senza interventi concreti e una strategia di lungo periodo, l’acqua continuerà a mancare proprio dove serve di più.