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03/02/2026 06:00:00

Tragedia di via Staiti, l’illuminazione diventa un caso politico

La tragedia di via Ammiraglio Staiti approda ufficialmente in Consiglio comunale e si trasforma in un caso politico. A una settimana dalla morte di Manuel Piazza, il trentenne investito la sera del 24 gennaio mentre cercava di proteggere la fidanzata, Nicola Lamia, consigliere comunale di Fratelli di Italia,ha depositato un’interrogazione durissima che chiama in causa il Comune di Trapani, il sindaco Giacomo Tranchida e la Giunta, puntando il dito sulle gravi carenze di illuminazione pubblica nella zona dell’incidente e sul rimpallo di responsabilità tra enti.
Nel documento Lamia mette nero su bianco ciò che molti cittadini denunciano da tempo: strade al buio, segnalazioni rimaste senza risposta e una cronica inefficienza degli impianti di illuminazione pubblica, proprio in una delle arterie più frequentate della città, che collega il porto al centro storico ed è attraversata ogni giorno da pedoni, studenti, lavoratori e turisti.
L’interrogazione non si limita alla denuncia. Chiama direttamente in causa anche l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, accusata di essere intervenuta pubblicamente dopo l’incidente per delimitare le proprie competenze, generando di fatto – scrive Lamia – “un rimpallo di responsabilità istituzionali inaccettabile di fronte a una tragedia umana”.
Il punto politico è chiaro: per il consigliere il Comune non può sottrarsi alle proprie responsabilità in materia di sicurezza urbana, viabilità e tutela dell’incolumità pubblica. E soprattutto non può rifugiarsi dietro presunte zone grigie sulle competenze. “Il sindaco – viene ricordato nell’atto – è per legge l’autorità responsabile della sicurezza dei cittadini”.
Tra le domande rivolte a sindaco e Giunta ce n’è una che pesa più delle altre: se l’Amministrazione fosse a conoscenza delle condizioni di carenza o inefficienza dell’illuminazione pubblica nella zona di via Staiti prima dell’incidente mortale. E ancora: se esistano segnalazioni, esposti o richieste di intervento pervenute nei mesi precedenti; quali siano nel dettaglio le competenze del Comune e quelle dell’Autorità portuale; se esistano accordi o protocolli sulla gestione dell’illuminazione e della viabilità.
Ma soprattutto Lamia chiede quali interventi urgenti e strutturali l’Amministrazione intenda adottare per evitare il ripetersi di tragedie simili e se non ritenga necessario avviare una verifica tecnica e amministrativa su eventuali responsabilità e omissioni.
Una interrogazione che, al di là dell’esito formale, segna un passaggio politico netto: la morte di Manuel Piazza non viene archiviata come una fatalità, ma diventa il simbolo di una città che, tra buio, manutenzione carente e competenze che si rincorrono, continua a fare i conti con un tema irrisolto: la sicurezza delle sue strade.