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04/02/2026 16:54:00

Palermo, ad Addiopizzo l’IA diventa strumento educativo

Alla Kalsa l’intelligenza artificiale esce dai manuali e entra in un contesto dove l’educazione è anche presidio civile. Succede negli spazi di Addiopizzo, dove l’alfabetizzazione digitale diventa uno strumento di inclusione sociale e di contrasto alla povertà educativa. È qui che fa tappa “A scuola con l’IA – Kids Leadership Academy”, progetto nazionale che porta la conoscenza dell’intelligenza artificiale nei territori più fragili del Paese.

 

L’iniziativa è promossa da Euroconsumers e Google, in partnership con Codemotion e in collaborazione con Addiopizzo. Quella di Palermo è una tappa particolare: non solo perché rappresenta l’ultima del percorso nazionale, ma anche perché è l’unica nel Sud Italia. Una scelta che riconosce il lavoro educativo che Addiopizzo porta avanti da oltre dieci anni nel quartiere della Kalsa, attraverso attività di supporto scolastico, inclusione sociale e prevenzione della devianza giovanile.

 

Protagonisti del progetto sono bambini e bambine che già durante l’anno frequentano le attività dell’associazione. La sede di Addiopizzo si trasforma così in uno spazio di apprendimento e confronto sui rischi e sulle opportunità legate all’uso dell’intelligenza artificiale. «L’educazione digitale si inserisce in un percorso più ampio di contrasto alla povertà educativa – spiega Noemi Di Franco, educatrice di Addiopizzo –. Qui lavoriamo per offrire ai ragazzi luoghi sicuri, alternativi alla strada, dove poter crescere insieme in modo costruttivo».

 

In questo contesto si inserisce anche il laboratorio in programma lunedì 9 febbraio, dal titolo “Web, social e IA: opportunità e rischi nei contesti di povertà educativa”, pensato come primo approccio critico alla tecnologia. «Sappiamo che i ragazzi fanno un uso molto invasivo dei media digitali, spesso senza strumenti adeguati – osserva Di Franco –. L’intelligenza artificiale è già presente nelle loro vite, per lo studio e per lo svago, ed è fondamentale educarli a un utilizzo consapevole».

 

Il laboratorio sarà dedicato in particolare all’AI generativa. Attraverso tablet ed esercizi guidati, i partecipanti saranno accompagnati nello sviluppo di un progetto finale, con l’obiettivo di comprendere sia le potenzialità sia i rischi della tecnologia. Un percorso che coinvolge anche gli adulti. «Questi strumenti sono nuovi anche per noi – aggiunge l’educatrice –. Per questo è importante che operatori ed educatori si formino, per diventare portatori consapevoli di questi mezzi».

 

Il tema dell’innovazione digitale si intreccia inevitabilmente con l’impegno antimafia dell’associazione. «Pensiamo alle criptovalute, al deep fake, al bullismo, al ricatto – spiega Di Franco –. Senza una formazione adeguata è facile cadere in economie non sane, vicine alla criminalità organizzata». Da qui la convinzione che l’educazione digitale possa diventare anche uno strumento di prevenzione.

 

Resta infine il nodo centrale del dibattito educativo: vietare o accompagnare. «C’è chi pensa che ai ragazzi non si debbano dare questi strumenti – conclude Di Franco – ma la realtà è che fanno già parte della loro quotidianità. Il rischio è non saperli usare. Educare all’AI significa trasformare i giovani da consumatori passivi a cittadini critici, capaci di governare la tecnologia e non subirla».



Cultura | 2026-02-04 22:00:00
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