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05/02/2026 06:00:00

Via Ammiraglio Staiti a Trapani: una scia di incidenti e ora lo scontro politico

«Erano circa le sette di sera, nello stesso punto dove poi è morto Manuel. Giuseppe aveva appena parcheggiato l’auto ed era andato a fare il ticket». A raccontarlo è un conoscente di Giuseppe Todaro, 73 anni, investito il 20 novembre 2023 in via Ammiraglio Staiti, nella zona del porto, tra la villetta e piazza Garibaldi, a Trapani.

 «Con l’impatto ha sbattuto la testa ed è rimasto in coma». Todaro viene trasferito al Policlinico di Palermo e poi all’ospedale di Sciacca, dove resterà fino alla morte, avvenuta il 20 agosto 2024.
Via Ammiraglio Staiti torna così al centro di una scia che negli anni si ripete sempre uguale. Pochi mesi dopo, il 6 dicembre 2024, alla stessa ora serale e nello stesso tratto di strada, resta ferito un altro uomo: Leonardo Pellizzeri, ex calciatore del Trapani Calcio. Sopravvive, ma l’episodio riaccende l’allarme su una strada che collega il porto al centro storico e che la sera diventa una zona grigia, tra attraversamenti pedonali, traffico e scarsa visibilità.


Ancora prima, il 29 maggio 2021, sempre nello stesso punto, muore un altro pedone originario di Fulgatore. In quel caso era giorno, ma la dinamica non cambia: attraversamento e investimento nello stesso tratto che, col tempo, diventa un nome ricorrente nelle cronache cittadine.
 

Oggi via Ammiraglio Staiti è tornata sotto i riflettori dopo la morte di Manuel Piazza, 30 anni, investito la sera del 24 gennaio 2026. Secondo le ricostruzioni, Piazza si sarebbe messo davanti alla compagna per proteggerla, rimanendo travolto. Ricoverato in condizioni critiche, morirà nei giorni successivi. È questa tragedia a far scattare l’interrogazione del consigliere Nicola Lamia e a trasformare la strada in caso politico.
 

Ma le polemiche più dure non esplodono in aula: arrivano dopo, tra i cittadini. «Eppure stanotte i lampioni erano accesi alle tre», scrive qualcuno. «Luci pessime e manto stradale peggio, ma anche educazione stradale zero», aggiunge un altro, segnalando incroci pericolosi e precedenze ignorate. C’è chi punta il dito contro le buche, chi contro le auto in doppia fila che impediscono la visuale, chi contro i pedoni che attraversano fuori dalle strisce e chi contro gli automobilisti che corrono, distratti dal cellulare.
Il sentimento che emerge è un misto di rassegnazione e rabbia: «Staiti, sicuri che prima o poi li accendono. Nel frattempo prudenza e andate piano», ironizza un commento. 

 

Altri parlano di una città che interviene sempre dopo, mai prima, e di una strada che di sera diventa un rischio quotidiano.
Intanto il rimpallo istituzionale resta sullo sfondo, mentre via Ammiraglio Staiti continua a essere attraversata ogni sera da pedoni e auto. Con una sola certezza condivisa, anche nei commenti: lì non si tratta più di un episodio, ma di una storia che si ripete.

 

A portare il caso formalmente sul tavolo è l’interrogazione del consigliere Nicola Lamia, che accende il dibattito non dentro l’aula, ma subito dopo la seduta consiliare. L’atto parla di strade al buio, segnalazioni ignorate, assenza di dissuasori e di un rimpallo di responsabilità tra Comune e Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale. Il cuore della polemica è semplice e diretto: con precedenti così ravvicinati, si poteva intervenire prima.
 

Nel confronto istituzionale, il sindaco Giacomo Tranchida ha rimarcato in Consiglio che le responsabilità sull’illuminazione sarebbero riconducibili alle aree di competenza dell’Autorità portuale. Ma la replica dell’Autorità è altrettanto netta: l’impatto, viene spiegato, si è verificato in via Regina Elena, nei pressi della statua di Garibaldi e dei pali bassi artistici, un’area che ricade nella piena competenza del Comune di Trapani e fuori da quella portuale. Nelle aree di propria competenza, aggiunge l’Autorità, l’illuminazione è affidata a Smart Port Sicilia Occidentale e le segnalazioni vengono inoltrate per interventi manutentivi.