Marsala approva il Piano di Protezione Civile: voto unanime in Aula. Ecco cosa prevede
Finalmente la città di Marsala ha un Piano aggiornato di Protezione Civile e di Gestione delle Emergenze.
L’Aula lo ha approvato all’unanimità, dotando così la città di uno strumento necessario.
A votazione conclusa, la presidente dell’Aula Eleonora Milazzo ha ringraziato i colleghi: “Strumento concreto di prevenzione, programmazione e responsabilità verso i cittadini, soprattutto in un territorio esposto a rischi naturali e climatici sempre più complessi. Il voto espresso oggi dimostra consapevolezza del ruolo che ciascuno di noi è chiamato a svolgere. Grazie a tutti i consiglieri per il contributo dato a un provvedimento che rafforza la capacità del Comune di Marsala di affrontare le emergenze e proteggere la propria popolazione”.
La discussione
I lavori sono stati avviati dalla consigliera Elia Martinico (FI), un Piano al quale la stessa lavora da molti mesi, confrontandosi con volontari e addetti ai lavori. L’ultimo Piano in dotazione della città risaliva al 2015.
Martinico: la Protezione Civile non ha colore politico
Nel suo intervento la consigliera azzurra ha ribadito che “la Protezione Civile a Marsala non è mai stata trattata con la serietà che merita. E su questo, dobbiamo dircelo con onestà, il mea culpa è collettivo. La Protezione Civile non può essere propaganda, né un contenitore vuoto di atti amministrativi. Non può essere improvvisazione, né affidata a figure impreparate. In gioco ci sono la sicurezza del territorio, dei cittadini e dei nostri figli. Da tempo mi confronto con una squadra tecnica di militari in pensione e con volontari competenti”.
La consigliera ha poi sottolineato come la Protezione Civile non abbia colore politico, auspicando che il Piano di Emergenza Comunale diventi “strumento vivo, capace di guidarci sia negli eventi programmati (feste, manifestazioni, grandi eventi) sia nelle emergenze imprevedibili (terremoti, alluvioni, frane). Un Centro Operativo Comunale solo sulla carta non protegge nessuno. Ben vengano grandi opere ed eventi. Ma prima di tutto viene la sicurezza. E lo dico anche da madre, guardando al futuro dei nostri figli”.
Assessore Tumbarello: solo ritardo, ma lo abbiamo redatto
Alle accuse dei consiglieri, per l’Amministrazione ha risposto il vicesindaco Giacomo Tumbarello: solo ritardo, ma non inerzia. Ha poi chiarito: “Sull’argomento non si può fare speculazione politica”.
Orlando: rimpinguamento del capitolo
Il consigliere comunale di Civicamente chiede che vengano aggiunte risorse al capitolo di Bilancio relativo alla Protezione Civile, prendendo spunto dalla vicina Valderice: “Bisognerebbe fare una cittadella della Protezione Civile, dove fare esercitazioni e mettere in atto azioni concrete in caso di calamità”.
Coppola: accelerare i tempi
Flavio Coppola, Noi Marsalesi, ha parlato di uno dei migliori Piani redatti dagli uffici, ma adesso sono necessarie le risorse: “Utilizzare il fondo di riserva, altrimenti non avremo mai niente”. Si tratta di somme che vanno spese con lungimiranza, ha detto Coppola, e non solo per patrocinare eventi a ridosso del Capodanno. Serve, insomma, una volontà politica chiara.
Genna: via alla formazione
Non è possibile pensare alla Protezione Civile, ha detto Genna, senza parlare di formazione: “La città finalmente ha un Piano”.
Il Piano di Protezione Civile approvato dal Consiglio comunale di Marsala è il documento che dice, nero su bianco, cosa fare prima, durante e dopo un’emergenza. Non è un atto simbolico: è una sorta di manuale operativo per terremoti, incendi, alluvioni e altre situazioni critiche.
Ecco cosa prevede, in sintesi ma con i punti che contano davvero.
I rischi mappati sul territorio
Il Piano parte da un’analisi dettagliata dei rischi presenti a Marsala, individuando le aree più esposte. Tra quelli principali:
Rischio sismico, legato alla classificazione del territorio;
Rischio idrogeologico e idraulico, con attenzione a canali, valloni e zone soggette ad allagamenti;
Rischio incendi, soprattutto nelle aree rurali e periferiche;
Rischio costiero e marino, legato a mareggiate e fenomeni estremi;
Rischio industriale e da trasporto, in presenza di impianti, depositi e viabilità strategica.
Questa parte serve a capire dove e come intervenire, non a fare teoria.
Chi comanda e chi fa cosa
Uno dei capitoli centrali riguarda la catena di comando. Il Piano stabilisce che:
il Sindaco è l’autorità comunale di Protezione Civile;
viene attivato il Centro Operativo Comunale (COC), con funzioni precise (tecnica, sanitaria, volontariato, viabilità, assistenza alla popolazione, comunicazione);
ogni ufficio comunale e ogni ente coinvolto sa in anticipo quale ruolo deve svolgere.
Questo evita improvvisazioni nel momento peggiore.
Le aree per la popolazione
Il Piano individua e cartografa:
aree di attesa, dove i cittadini devono recarsi subito dopo un evento;
aree di accoglienza e ricovero, per chi non può rientrare a casa;
aree di ammassamento dei soccorsi, riservate ai mezzi e alle squadre operative.
Sono punti chiave perché permettono di gestire le persone, non solo l’emergenza.
Comunicazione e informazione
C’è un capitolo dedicato a come informare i cittadini:
comunicazioni ufficiali;
avvisi di emergenza;
indicazioni comportamentali chiare (cosa fare, cosa non fare).
Il principio è semplice: meno panico, più informazioni corrette.
Il ruolo del volontariato
Il Piano riconosce e integra il volontariato di Protezione Civile, stabilendo modalità di impiego, coordinamento e supporto logistico. Non “aiuti spontanei”, ma risorse organizzate.
Un piano aggiornabile
Elemento non secondario: il Piano è pensato come strumento dinamico, da aggiornare in base:
all’evoluzione del territorio;
ai cambiamenti climatici;
alle nuove normative;
alle criticità emerse nelle emergenze reali.
In conclusione, il Piano di Protezione Civile di Marsala non promette miracoli, ma mette ordine: definisce ruoli, tempi, luoghi e responsabilità. Ed è esattamente ciò che serve quando le cose vanno storte, perché l’emergenza non aspetta né delibere né polemiche.
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