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05/02/2026 19:05:00

Marsala: all'Itet Garibaldi a lezione di empatia per dare “Un calcio al bullismo”

La scuola non è più solo il luogo delle lezioni e delle verifiche. All’ITET Garibaldi si afferma un modello educativo nuovo, capace di parlare ai ragazzi con linguaggi diversi e più vicini alla loro esperienza quotidiana. In un tempo in cui il confine tra reale e virtuale è sempre più labile, l’istituto sceglie di affrontare bullismo e cyberbullismo puntando sulla prevenzione, sull’ascolto e sul coinvolgimento emotivo degli studenti.

 

La scuola come motore del cambiamento

Il ruolo dell’istituzione scolastica evolve: non più semplice controllo o intervento a posteriori, ma guida attiva di un percorso culturale condiviso. Contrastare le prevaricazioni significa oggi costruire relazioni sane, favorire il senso di appartenenza e creare un ambiente capace di respingere naturalmente ogni forma di violenza.

Il progetto dell’ITET Garibaldi si fonda su tre direttrici educative principali:

  • Educazione all’empatia, per aiutare i ragazzi a riconoscere e rispettare le emozioni proprie e altrui;
  • Consapevolezza digitale, indispensabile per muoversi nel web in modo responsabile;
  • Valorizzazione delle differenze, affinché ciò che spesso diventa motivo di esclusione si trasformi in ricchezza per il gruppo.

 

Una settimana di esperienze, non solo lezioni

Il calendario delle iniziative rompe la routine scolastica tradizionale. La settimana si apre con la proiezione di un film a tema, pensato per favorire riflessione, confronto e immedesimazione. A seguire, due momenti formativi dedicati ai rischi della rete e alle conseguenze delle azioni online, per rendere gli studenti più consapevoli del proprio ruolo nel mondo digitale.

 

“Un calcio al bullismo”: lo sport come linguaggio universale

Il momento più atteso sarà il torneo di calcio simbolicamente intitolato “Un calcio al bullismo”. Più che una competizione, un’occasione di educazione civica e inclusione. Sul campo, il messaggio è chiaro: la forza non sta nell’esclusione, ma nel gioco di squadra. Lo sport diventa così uno strumento concreto per abbattere muri, superare l’indifferenza e dare voce a chi spesso resta in silenzio.

«La prevenzione più efficace non è la punizione, ma la costruzione di una comunità», sottolineano la dirigente scolastica Loana Giacalone e le docenti della Commissione Cittadinanza attiva Loredana Amato, Linda Licari e Nicoletta Reina.
E all’ITET Garibaldi, tra un confronto in aula e un gol segnato insieme, la scuola sembra pronta a vincere una delle sfide educative più importanti.