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06/02/2026 13:38:00

Trapani Calcio: il Consorzio chiede gli arretrati per lo stadio. Antonini: "Estorsione"

 Si riaccende, e si alza di tono, lo scontro tra Valerio Antonini e le istituzioni locali. Dopo le polemiche sulle bollette, ora il fronte si sposta sui canoni di locazione dello Stadio Provinciale.
Il Libero Consorzio Comunale di Trapani sostiene infatti che la F.C. Trapani 1905 non abbia pagato i canoni dovuti nelle ultime stagioni e ha avviato l’iter per ottenere un decreto ingiuntivo e il pagamento degli arretrati.

Secondo quanto emerge dagli atti, l’importo complessivo richiesto si aggirerebbe attorno ai 500 mila euro, relativi a più annualità. Una scelta che ha fatto andare su tutte le furie il presidente Antonini, che ha reagito immediatamente sui social e con un comunicato ufficiale del club.

 

L’origine della vicenda

 

Per capire il contenzioso bisogna tornare al 2023, quando Trapani Calcio e Libero Consorzio stipulano un accordo di concessione/locazione dello Stadio Provinciale. Un accordo annuale, poi rinnovato di stagione in stagione, fino all’attuale campionato.

In questi anni Antonini ha effettuato una serie di lavori di sistemazione dell’impianto, che l’imprenditore quantifica in oltre 3 milioni di euro.
La società granata sostiene di aver sempre ritenuto che i canoni di locazione dovessero essere compensati con le spese sostenute per la ristrutturazione dello stadio.

Una lettura che però non coincide con quella del Libero Consorzio, secondo cui i canoni restano dovuti perché non risulta alcun atto formale di compensazione. Da qui la decisione di procedere per vie legali, partendo dalla formalizzazione delle spese di lite e dall’avvio del percorso per il decreto ingiuntivo.

 

La reazione di Antonini

 

Durissima la replica del patron del Trapani Calcio, che parla apertamente di abuso:

“Il Libero Consorzio di Trapani ha mandato oggi una missiva chiedendo di pagare 500 mila euro di affitti per lo stadio. Un importo che è quasi il doppio di quanto realmente previsto dalle convenzioni firmate. Si configura, come per la famosa bolletta della luce del Pala Shark, un reato di tentata estorsione”.

Antonini accusa l’Ente di voler “buttare fuori la squadra della città” a giugno, rinnegando — a suo dire — impegni presi “per iscritto e verbalmente” sulla compensazione tra canoni e lavori:

“Dopo aver confermato che gli importi dell’affitto annuale sarebbero andati a compensare gli oltre 3 milioni di investimenti effettuati nel Provinciale, oggi si minaccia addirittura la non estensione della concessione”.

 

Le accuse e l’annuncio di azioni legali

 

In un comunicato ufficiale, la FC Trapani 1905 S.r.l. annuncia di aver conferito mandato ai propri legali per agire contro l’attuale governance del Libero Consorzio, ipotizzando reati pesantissimi:
tentata estorsione, associazione a delinquere finalizzata alla truffa e falso in atto pubblico.

La società parla di una “diffida minacciosa, ingiustificata e mendace” e sostiene che l’atteggiamento dell’Ente metterebbe a rischio non solo la continuità sportiva del club, ma anche le casse dello stesso Libero Consorzio, per via di una annunciata richiesta di risarcimento danni multimilionario.

 

L’appello alla Regione

 

Antonini chiede infine l’intervento diretto dell’Assessorato regionale allo Sport, affinché “faccia chiarezza” sulla gestione dei due principali impianti sportivi cittadini, lo stadio e il palazzetto:

“A Trapani la gestione degli impianti sportivi appare palesemente criminosa. È una vergogna e serve un intervento immediato per ristabilire giustizia”.

Il club chiede anche che la magistratura intervenga rapidamente, richiamando la parallela vicenda delle bollette del Palasport.

 

Una guerra ormai totale

 

Con questo nuovo capitolo, il conflitto tra Antonini e le istituzioni trapanesi si allarga ulteriormente: dalle bollette ai canoni, dalle diffide ai decreti ingiuntivi, fino alle accuse di reati penali.

A questo punto, come già avvenuto per altri contenziosi, non sarà la politica né la comunicazione social a decidere, ma — inevitabilmente — le aule di giustizia.