Si sa ancora poco del cadavere della donna trovato in mare a Trapani
È una donna, probabilmente di origine africana, la persona trovata senza vita ieri pomeriggio in mare a Trapani, davanti al porto e a poca distanza dai moli della Lega Navale. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, è stato recuperato nello specchio d’acqua antistante la Colombaia, riportando alla luce ancora una volta il dramma dei migranti morti durante le traversate dal Nord Africa verso le coste italiane.
La segnalazione è arrivata poco dopo le 16, quando alcuni pescatori, giunti nei pressi della Colombaia, hanno notato il corpo incastrato tra gli scogli, a ridosso della scogliera paraflutti, davanti al Castello di mare. Il recupero è stato complesso. Dopo il primo intervento della Guardia costiera, sono stati chiamati i vigili del fuoco, che con mezzi navali e gommoni hanno trasportato la salma sulla scogliera operativa.
Sul posto è intervenuto anche personale specializzato del S.A. (Soccorritore Acquatico) e delle Saf (Speleo Alpino Fluviale). Dopo un lungo lavoro per liberare il corpo dagli scogli, il cadavere è stato trasferito a terra e portato all’interno del comando marittimo dei vigili del fuoco, custodito in un sacco di colore azzurro. Nel frattempo sono giunti anche gli agenti della Polizia scientifica e il medico legale.
Il soccorso in mare tra maggio e il periodo estivo registra purtroppo il recupero di numerosi corpi di migranti, spesso in stato di decomposizione, come già avvenuto negli anni scorsi tra Favignana e Macari. Un ritrovamento che fa pensare a uno dei tanti naufragi mai scoperti, avvenuti anche davanti alla costa trapanese.
Non è stato possibile procedere a una identificazione certa. L’esame medico-legale non ha consentito di accertare le cause della morte, ma le condizioni del corpo fanno presumere una lunga permanenza in mare. Ulteriori
accertamenti saranno disposti dalla Questura, anche se al momento restano poche speranze di risalire all’identità della vittima.
E il pensiero corre inevitabilmente alle altre vittime del mare di questi giorni. Ai dispersi del ciclone Harry, ai quasi mille migranti inghiottiti dalle onde lungo le rotte del Mediterraneo centrale, di cui si parla poco o nulla. Morti senza nome, senza immagini, senza titoli. Un silenzio assordante che accompagna tragedie immense e che rende ancora più pesante il peso di questi corpi restituiti dal mare.
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