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06/02/2026 08:00:00

"Ha maltrattato e derubato l'ex compagna". Chiesta la condanna per un mazarese

La condanna a tre anni e tre mesi di carcere è stata invocata dal pm Diego Sebastiani per un 38enne mazarese (G.A.) processato, in Tribunale, a Marsala, con le accuse di maltrattamenti in famiglia e rapina aggravata per essersi impossessato del telefono cellulare della compagna.

 

 L’epoca dei fatti contestati dall’accusa va dal 2020 al 2024. Alla base di tutto ci sarebbe stata la gelosia dell’uomo, convinto che la compagna (A.G.) lo tradisse. Il procedimento penale è stato avviato a seguito della querela sporta dalla donna ai primi di ottobre 2024. A difendere l’imputato è l’avvocato Luigi Pipitone, che dopo la requisitoria del pm ha provato, nell’aula “Borsellino”, a confutare le accuse. Per il legale, il dibattimento ha fatto emergere una realtà “ben più complessa e sfumata, radicalmente diversa da quella prospettata”. 

 

Per l’avvocato difensore, in particolare, la stessa donna, in aula, “ha fornito una versione dei fatti che ridimensiona in modo decisivo la portata delle accuse”, avendo inoltre “descritto un rapporto sentimentale complesso e travagliato, segnato certamente da litigi e incomprensioni, ma non da quel sistematico regime di vessazione e soggezione psicofisica che costituisce il presupposto del reato di maltrattamenti familiari”. La donna ha, poi, ricondotto la conflittualità principalmente alla scoperta dell'uso di sostanze stupefacenti da parte del compagno, distinguendo le "discussioni" dalle "aggressioni" e “ammettendo – ha sostenuto il legale - che queste ultime sono state episodi isolati e circoscritti nel tempo”. La sentenza potrebbe essere emessa il prossimo 19 marzo.