×
 
 
07/02/2026 06:00:00

Trapani:  sport nel caos,  tra biglietti a 1 euro e decreti ingiuntivi da 600 mila euro

Un euro per entrare allo stadio. Succede a Trapani, dove per la prossima gara casalinga il F.C. Trapani 1905 apre la Gradinata agli abbonati Trapani Shark al prezzo simbolico di 1 euro. Un’iniziativa presentata come attenzione verso i tifosi, ma che arriva mentre centinaia di abbonati chiedono il rimborso per una stagione che, di fatto, non possono più utilizzare. E allora la domanda corre veloce: atto di generosità o mossa studiata per evitare i rimborsi?

 

Il punto è tutto qui. Se un’alternativa viene offerta, anche minimale, la richiesta di rimborso potrebbe decadere. È un principio noto. E offrire un biglietto da un euro consente al club di sostenere che l’abbonamento, in qualche modo, è ancora spendibile. Un escamotage? Il club non lo dice. Ma il tempismo pesa.

 

 

E come se non bastasse, nelle stesse ore emerge un altro corto circuito: biglietti acquistabili online in Curva Locali, nonostante il settore dovrebbe essere chiuso. Segnalazioni che rimbalzano tra i tifosi, inviti alla prudenza, il rischio concreto di pagare per un posto che potrebbe non essere accessibile.

 

 

Nel frattempo, mentre sugli spalti si discute di spiccioli, negli uffici volano cifre ben diverse. Il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha avviato l’iter per un decreto ingiuntivo contro la società granata. 

I numeri, messi nero su bianco negli atti, parlano chiaro: 

  • 516.500 euro di canoni di locazione dello Stadio Provinciale che non sarebbero mai stati versati dal 2023 ad oggi
  • 111.299,14 euro per utenze di energia e gas anticipate dall’Ente e mai rimborsate. 

Totale: oltre 627 mila euro.

Sul fronte opposto, il presidente Valerio Antonini reagisce duramente. Parla di richieste gonfiate, sostiene che i canoni avrebbero dovuto essere compensati con oltre 3 milioni di euro di lavori eseguiti sullo stadio e arriva a evocare l’ipotesi di “tentata estorsione”. Una versione che il Libero Consorzio respinge, ribadendo che non esisterebbe alcun atto formale di compensazione.