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07/02/2026 06:00:00

Harry e Niscemi. Galvagno cede lo stipendio. De Luca: "Maxi piano da oltre 2 miliardi"

L’emergenza legata al ciclone Harry impone rigore e verità. Dietro la devastazione ci sono persone che hanno perso il lavoro, attività produttive ferme e tratti di lungomare inghiottiti dal mare. Il versante ionico, così come la costa mazarese, hanno subito danni per milioni di euro. Un bilancio pesantissimo che ha spinto la Regione ad attivare un conto corrente dedicato, sul quale è possibile versare contributi di solidarietà e vicinanza ai territori colpiti.

 

Galvagno devolve la sua indennità

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, ha dichiarato ai giornalisti presenti a Catania, durante i festeggiamenti di Sant’Agata, di avere devoluto la propria indennità di gennaio all’emergenza.

Un gesto di cui inizialmente non avrebbe voluto parlare: «Per trent’anni ho fatto volontariato e ho imparato una cosa: non è necessario far sapere sempre ciò che si fa. Nel momento in cui mi si chiama in causa e mi si chiede cosa ho fatto, rispondo che ho devoluto la mia indennità di parlamentare del mese di gennaio in favore del conto corrente dedicato all’emergenza in Sicilia. L’ho fatto un secondo dopo che la Regione siciliana ha istituito il conto corrente».

 

Ciclone e frana, il ddl De Luca

Il bilancio è drammatico anche sul piano sociale. Non solo infrastrutture compromesse, tratti di costa erosi, attività produttive ferme e un comparto agricolo in ginocchio, ma anche un’emergenza abitativa a Niscemi.

Il deputato Cateno De Luca, insieme a Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto, ha depositato il 29 gennaio un disegno di legge straordinario che prevede risorse per oltre 2,1 miliardi di euro, destinate ad affrontare le conseguenze del ciclone Harry e della frana di Niscemi.

Il provvedimento prevede l’istituzione di due fondi distinti. Il primo è il Fondo per i danni causati dal ciclone Harry, con uno stanziamento complessivo di 1,79 miliardi di euro: 90 milioni a carico del bilancio della Regione Siciliana per il ripristino dei servizi pubblici essenziali e il sostegno diretto ai privati, e circa 1,7 miliardi provenienti dai fondi FSC 2021–2027, destinati agli interventi strutturali di messa in sicurezza del territorio, alla ricostruzione delle infrastrutture danneggiate e alla realizzazione di opere di mitigazione del rischio idrogeologico.

 

Il secondo fondo riguarda la frana di Niscemi e prevede uno stanziamento di 310 milioni di euro, di cui 10 milioni a carico del bilancio regionale e 300 milioni a valere sulle risorse FSC.

Elemento centrale e politicamente rilevante del disegno di legge è la riprogrammazione dei fondi FSC 2021–2027, già assegnati alla Regione Siciliana nell’ambito dell’Accordo di Coesione sottoscritto con il governo nel maggio 2024. La norma consente di individuare tutti gli interventi non ancora dotati di obbligazioni giuridicamente vincolanti al 31 dicembre 2025. Le risorse bloccate da ritardi progettuali o procedurali verrebbero così temporaneamente riallocate per fronteggiare l’emergenza, garantendo copertura finanziaria.

Il provvedimento dovrà ora essere esaminato dall’Assemblea regionale siciliana.