Erice saluta il professore Antonino Zichichi, (scomparso oggi a 97 anni) scienziato di fama mondiale e anima delle attività culturali e scientifiche che per decenni hanno reso la città un punto di riferimento internazionale. Un legame profondo, ricordato con parole intense dalla sindaca Daniela Toscano.
«Oggi Erice si è svegliata così. Il professore Antonino Zichichi non c’è più. E dirlo pesa, perché per noi non è mai stato soltanto uno scienziato di fama mondiale», scrive la prima cittadina. «È stato un uomo che ha scelto Erice come luogo del pensiero, prima ancora che come città».
Nel suo messaggio, Toscano ricorda la visione del professore, capace di trasformare quella che per molti era “distanza” in una straordinaria opportunità: «L'uomo che ha visto in questo spazio una possibilità e lo ha trasformato in un punto di incontro senza mai tradirne l’anima».
Zichichi, sottolinea la sindaca, univa rigore scientifico e visione etica: «La conoscenza, per lui, non era accumulo né esibizione, ma responsabilità, valore. Non cercava consenso, soltanto verità». E ancora: «Promuoveva la pace, credeva fortemente nei valori giusti che tutti noi dovremmo promuovere».
Un rapporto anche umano e personale, fatto di confronti e silenzi: «Parlare con Zichichi significava misurarsi, uscire dalla comodità, essere chiamati a pensare davvero».
Infine, il lascito: «Oggi Erice perde una voce e uno sguardo capace di tenere insieme futuro e memoria. Ha trasformato un luogo in un’idea, una città in un punto di riferimento». Un segno destinato a restare nel tempo. «Erice non è stata solo il suo rifugio, ma la sua scelta. E continuerà a portarne il segno, come accade alle cose che contano davvero».