Campobello di Mazara entra sempre più nel vivo della campagna elettorale in vista delle amministrative della primavera 2026. In questi giorni si moltiplicano prese di posizione, annunci e appelli che mettono al centro temi chiave come il dissesto finanziario, la continuità amministrativa e il futuro culturale e sociale della città.
A sollevare il nodo del dissesto finanziario è la coalizione Rinascita Campobellese. In una nota firmata dal coordinatore Daniele Mangiaracina, si parla apertamente di una contraddizione politica: da un lato chi oggi rivendica il risanamento delle casse comunali, dall’altro la continuità con un’amministrazione che governa Campobello dal 2014 e che ha accompagnato l’ente fino al dissesto.
Secondo la coalizione, il dissesto non può essere ridotto a slogan elettorale, ma va letto per quello che è stato: una condizione con conseguenze concrete per il Comune e per i cittadini. Da qui la richiesta di un chiarimento politico e amministrativo e di una proposta credibile per il futuro.
Sul fronte opposto, la coalizione composta da Cambia-Menti, Campobello Nuova, Futuristi, N.O.I., Generazione Futura, Azzurri per Campobello e Noi Moderati annuncia invece la presentazione ufficiale del programma elettorale.
L’appuntamento è fissato per venerdì 13 febbraio alle 18, in via Risorgimento 74.
La coordinatrice Sabina Lazzara sottolinea il carattere aperto dell’incontro, invitando la cittadinanza a partecipare al confronto sui contenuti e sulle proposte in vista delle elezioni.
Nel dibattito elettorale si inserisce anche un appello civile e culturale firmato da Francesco Messina, che richiama l’attenzione su istruzione e cultura come basi indispensabili per la rinascita di Campobello. Nel documento si evidenzia il ruolo centrale della scuola, citando l’esperienza dell’Istituto comprensivo Pirandello–San Giovanni Bosco, ma anche la necessità di non lasciare soli gli istituti scolastici, investendo su strutture e attività pomeridiane.
L’appello richiama inoltre l’opportunità del riconoscimento di Campobello come “Città che legge” fino al 2026, chiedendo una biblioteca comunale realmente funzionante e progetti di promozione della lettura. Accanto alle eccellenze agricole e agli eventi consolidati, viene sollecitata una valorizzazione più incisiva del patrimonio storico e culturale, a partire dalle Cave di Cusa.