Colpo di scena nella già agitata vigilia delle amministrative marsalesi. Nicola Fici ha annunciato il ritiro della propria disponibilità alla candidatura a sindaco. Una decisione maturata, spiega, dopo una “profonda riflessione” e soprattutto alla luce delle “continue fibrillazioni” che hanno segnato il percorso politico delle ultime settimane.
Nel messaggio con cui ufficializza il passo indietro, Fici parla senza mezzi termini di un clima diventato incompatibile con l’idea stessa di progetto amministrativo: troppe tensioni personali, politiche e sociali, poca serenità, scarsa coesione. Condizioni che, a suo giudizio, rendono difficile – se non impossibile – portare avanti una proposta di governo utile alla comunità.
Il ritiro viene presentato come un gesto di responsabilità, quasi un sacrificio politico in nome dell’unità. L’obiettivo dichiarato è quello di aiutare a superare personalismi e logiche di logoramento, per tornare a costruire un cammino condiviso. Un richiamo, neppure troppo velato, a una politica locale che rischia di trasformarsi in un’arena permanente di scontri, più che in uno spazio di confronto.
Nel testo c’è anche una riflessione più ampia sul senso della politica: non un luogo di delegittimazione continua, ma di costruzione; non il regno dell’urlo, ma dell’agire con coscienza. “Essere giusti – scrive – non significa urlare più forte, ma tenere insieme”. Parole che suonano come un manifesto etico, ma anche come una critica a un dibattito pubblico sempre più avvelenato.
Fici, però, non esce di scena del tutto. Assicura che continuerà a impegnarsi “in altre forme”, ribadendo l’idea di una politica intesa come servizio e non come campo di battaglia. E ringrazia chi ha creduto nel percorso e in una comunità capace di essere critica, ma anche propositiva.
Il suo ritiro apre ora un vuoto politico evidente e rimescola le carte nello scacchiere marsalese. In una campagna elettorale che assomiglia sempre più a una prova di resistenza nervosa, una cosa è certa: la corsa a Palazzo VII Aprile perde un protagonista, ma non perde – anzi – tensione.
Queste le parole di Nicola Fici
"Dopo una profonda riflessione, ho deciso di ritirare la mia disponibilità alla candidatura a sindaco.
Le continue fibrillazioni che hanno accompagnato questo percorso – personali, politiche e sociali – rendono oggi difficile portare avanti un progetto che avrebbe bisogno di serenità, ascolto e coesione per poter essere davvero utile alla comunità.
Spero che questa scelta di responsabilità possa essere un segno concreto di impegno per l’unità, aiutando a superare i personalismi e a costruire insieme un cammino condiviso.
Credo che la politica, soprattutto a livello locale, debba essere uno spazio di costruzione e non di logoramento, di confronto e non di delegittimazione continua.
Una società matura non si limita a criticare per abbattere l’altro, ma si impegna a proporre, a immaginare soluzioni, a prendersi cura del bene comune. Non può fondarsi sull’odio o sul sospetto permanente, ma sull’amore per la propria comunità, sul rispetto delle persone e sulla ricerca sincera della giustizia.
Essere giusti non significa urlare più forte, ma agire con coscienza.
Non significa dividere, ma tenere insieme.
Non significa distruggere, ma migliorare ciò che esiste.
Resto convinto che il nostro territorio meriti un dibattito alto, generoso e orientato al futuro. Continuerò a credere e a lavorare, in altre forme, affinché la politica torni a essere uno strumento di servizio, non un campo di battaglia.
Ringrazio tutte le persone che hanno creduto in questo percorso e che continuano a credere in una comunità capace di essere critica, sì, ma anche propositiva, giusta e profondamente umana".