Sicilia, turismo in crescita e nuova sfida alla destagionalizzazione: più arrivi e ..,
Alla Borsa Internazionale del Turismo la Sicilia si prende la scena, snocciola numeri da record e rilancia la sua immagine nel mondo. Ma sotto i riflettori della Borsa Internazionale del Turismo restano aperte alcune domande che pesano come macigni: collegamenti, isole minori, tutela ambientale.
La seconda giornata della Bit, l’11 febbraio, è stata intensa, fitta di panel, incontri istituzionali e confronti tra operatori. Protagonista la Regione Siciliana, con l’intervento dell’assessora al Turismo Elvira Amata, che ha illustrato i dati sulle presenze turistiche dell’Isola: numeri in crescita, mercati esteri in espansione, destagionalizzazione che comincia a dare segnali incoraggianti. Assente invece il presidente Renato Schifani.
Eppure, accanto all’entusiasmo per le performance turistiche, si sono riaffacciati i nodi strutturali che la Sicilia si trascina da anni. Il primo è quello dei trasporti: i sindaci delle isole minori, da Favignana a Pantelleria, chiedono alla Regione interventi concreti per evitare l’isolamento nei mesi invernali. Perché parlare di turismo tutto l’anno ha senso solo se le comunità restano collegate tutto l’anno.
E poi c’è l’ambiente, tema centrale soprattutto in provincia di Trapani. Da un lato la tutela delle riserve naturali, su tutte lo Stagnone di Marsala, patrimonio fragile e identitario. Dall’altro il grande interrogativo sul mega progetto del parco eolico off-shore proposto da Renexia, su cui i Comuni procedono in ordine sparso, tra aperture, resistenze e silenzi.
Oltre un milione di crocieristi in un anno. E non è un picco occasionale, ma una traiettoria che punta ancora più in alto.
Alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, la Sicilia occidentale si presenta con numeri che raccontano una trasformazione profonda del sistema portuale. Nel 2025 gli scali dell’area hanno accolto complessivamente 1.018.892 crocieristi e 379 approdi. I mesi più affollati? Agosto e ottobre. Segno che la stagione si allunga e il calendario si distribuisce.
Palermo traina la crescita
A guidare la corsa è Palermo con 996.484 passeggeri e 284 toccate, destinati – secondo le previsioni – a diventare 1 milione e 150 mila entro il 2027, con 326 approdi.
Seguono Trapani (18.282 passeggeri e 61 approdi), Porto Empedocle, Licata e Termini Imerese.
A raccontare il boom alla Bit è stata Annalisa Tardino, commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, intervenuta in diversi talk su trasporti e destagionalizzazione organizzati dalla Regione Siciliana e dal Comune di Palermo.
La crociera come presenza stabile
“La crociera non arriva più come evento isolato, ma come presenza programmata e continuativa, integrata nella vita economica e urbana”, spiegano dall’Adsp.
È la destagionalizzazione nella sua forma più concreta: continuità occupazionale, stabilità delle filiere, pianificazione per operatori e territori.
Dal 2026 nuove compagnie rafforzeranno questo percorso. A Trapani debutteranno Four Seasons, Ritz-Carlton, Fred Olsen ed Emerald Cruises. A Palermo scaleranno Carlton Ritz, Viking e Aurora Expedition, con ben diciassette maiden call, diciassette nuove navi al primo approdo.
Un modello che si consolida: accanto ai grandi player cresce il segmento delle navi medio-piccole, con standard elevati e forte attenzione alla qualità dell’esperienza a terra.
Investimenti e infrastrutture
A sostenere la crescita ci sono investimenti mirati dell’Autorità portuale:
completamento dell’interfaccia città-porto a Palermo
dolphin per l’allungamento della banchina Sammuzzo
attivazione del cold ironing a Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle
nuovo terminal crociere in fase di ultimazione da parte del concessionario West Sicily Gate
progettazione di nuovi terminal passeggeri a Trapani e Porto Empedocle
“La nostra sfida – afferma Tardino – non è semplicemente portare più navi, ma costruire economie più solide e durature attorno a ogni approdo. Un porto oggi non è solo un’infrastruttura: è un punto di incontro tra industria, territorio e comunità”.
Un valore che va oltre i numeri
Secondo uno studio commissionato dall’Adsp a “Risposte Turismo” nel 2024, la spesa diretta legata al maritime tourism a Palermo ha raggiunto 101,1 milioni di euro, lasciati a terra da turisti, equipaggi e armatori.
Ma il valore non è solo economico. Ogni nave che attracca attiva filiere, competenze, relazioni. I porti diventano catalizzatori di sistemi locali.
Palermo, Trapani e Porto Empedocle offrono esperienze coerenti con la crescente domanda di autenticità: arte, siti Unesco, borghi, enogastronomia, itinerari su misura.
“La crociera invernale non cerca il clima, ma il senso dei luoghi”, conclude Tardino.
Egadi, laboratorio di turismo consapevole
Non solo mare da cartolina. L’arcipelago delle Isole Egadi si propone come modello di turismo consapevole e destagionalizzato, forte anche della presenza dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, la più grande d’Europa.
A raccontarlo alla Bit è stato il sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto.
“È grande la varietà di esperienze offerte dall’arcipelago – ha detto –: mare cristallino, trekking, eventi culturali e musicali, festival e persino set cinematografici, come la recente produzione di Christopher Nolan, Odissey”.
Un’offerta che va oltre la stagione balneare e che punta su natura, cultura e qualità dell’esperienza. Non solo spiagge, dunque, ma cammini, rassegne artistiche, appuntamenti musicali capaci di attrarre pubblico anche fuori dai mesi estivi.
Il ritorno del FestivalFlorio
A rafforzare questa strategia è l’annuncio del ritorno del FestivalFlorio. Il direttore artistico Giuseppe Scorzelli ha ufficializzato le date: dal 28 giugno al 5 luglio 2026 l’evento tornerà a Favignana.
“Il ritorno sull’isola di un evento culturale di questa portata – ha sottolineato Pagoto – rappresenta un segnale fortissimo di rinascita per la nostra comunità: vuol dire restituire alle Egadi una voce nel panorama artistico nazionale, offrendo opportunità concrete di sviluppo sostenibile”.
In un contesto regionale che alla Bit parla di numeri e crescita, le Egadi provano a mettere al centro il senso dei luoghi. Turismo sì, ma con equilibrio. E con una visione che guarda oltre l’estate.
Sicilia, turismo in crescita anche nel 2025
La Sicilia consolida il proprio posizionamento tra le principali destinazioni turistiche europee. E lo fa con numeri in crescita, una stagione che si allunga e una strategia che punta sempre più sulla qualità.
Alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata ha illustrato dati, trend e linee di sviluppo del sistema turistico siciliano.
Arrivi in aumento, stagione più lunga
Secondo l’elaborazione dei dati regionali, nel 2025:
gli arrivi crescono del 2,8% rispetto al 2024
le presenze aumentano dello 0,24%
l’andamento positivo si distribuisce lungo tutto l’arco dell’anno
Il segnale più interessante arriva dai mesi di media e bassa stagione, dove si registra una crescita significativa. È qui che si misura l’efficacia delle politiche di destagionalizzazione.
L’indice di stagionalità mostra livelli più contenuti nelle province di Catania, Palermo, Enna e Caltanissetta, mentre altri territori hanno ancora ampi margini di crescita.
Un altro dato rilevante riguarda il rapporto tra presenze turistiche e popolazione residente: anche nei mesi di picco resta inferiore rispetto a regioni comparabili come Puglia e Sardegna. Segno che la Sicilia dispone ancora di spazi per accogliere nuovi flussi senza compromettere vivibilità e sostenibilità.
Aeroporti e mercati esteri in crescita
Positivo anche il traffico aereo: nel 2025 cresce dello 0,6% rispetto all’anno precedente.
Incrementi registrati in particolare negli aeroporti di:
Aeroporto Falcone-Borsellino (+3,4%)
Aeroporto di Lampedusa (+2,5%)
Aeroporto di Catania-Fontanarossa (+0,2%)
La crescita è distribuita su tutti i mesi dell’anno, con un aumento più marcato nei periodi autunnali e invernali.
Sale anche la componente internazionale: i flussi da e verso mercati Ue ed extra-Ue raggiungono il 36% del totale, contro il 32% del 2023.
Turismo esperienziale e “explorers”
L’assessora Amata ha puntato l’attenzione sul turismo esperienziale, segmento in forte espansione.
Gli “explorers”, orientati a esperienze autentiche e partecipative, spendono in media il 18% in più rispetto alla spesa turistica complessiva e rappresentano oggi oltre il 60% del valore del mercato leisure.
“La Sicilia – ha dichiarato Amata – dispone di un patrimonio naturale e culturale straordinario, ma soprattutto della capacità di trasformarlo in esperienze di qualità, capaci di generare valore economico e rafforzare la competitività della destinazione”.
Reputazione internazionale e cicloturismo
I dati di reputazione confermano il posizionamento dell’Isola: l’offerta esperienziale registra un Reputation Score di 90/100, con elevato gradimento per natura, cultura e turismo attivo.
Nel 2025 la Sicilia si colloca al 4° posto mondiale e al 2° posto europeo nella classifica “Best of the Best” di Tripadvisor.
Particolare attenzione è rivolta al cicloturismo. L’Isola è tra le cinque mete italiane più ricercate grazie a itinerari come:
Sicily Divide
Via dei Tramonti
Ciclovia dei Parchi
Percorsi favoriti dal clima mite e da un patrimonio paesaggistico diffuso.
Le quattro direttrici del futuro
La strategia regionale si fonda su quattro assi principali:
destagionalizzazione
valorizzazione dell’entroterra a partire dalle coste
attrazione di flussi internazionali tramite eventi sportivi e MICE
promozione di nuove destinazioni attraverso cineturismo e set-jetting
In questo quadro si inserisce anche il sostegno agli investimenti privati: un bando da 135 milioni di euro a valere sui fondi Fsc 2021–2027 destinato alle imprese alberghiere ed extralberghiere per riqualificazione, ampliamento, sostenibilità ambientale e digitalizzazione.
Numeri, strategie e reputazione raccontano una Sicilia che cresce. La sfida ora è tradurre questa crescita in sviluppo equilibrato, capace di coinvolgere anche i territori meno centrali. Perché il turismo non è solo una statistica: è un modello di futuro.
Una mongolfiera che si libra sopra il tempio dorico, un concerto jazz al tramonto davanti alle colonne della Valle dei Templi, laboratori per bambini nell’Orto Botanico di Palermo, mostre contemporanee sotto affreschi settecenteschi: alla Borsa Internazionale del Turismo la Sicilia della cultura si racconta come esperienza viva, 365 giorni l’anno. È il modello promosso da CoopCulture, che insieme alle direzioni dei parchi e dei musei costruisce una rete integrata di biglietti e percorsi – dal Museo archeologico regionale Antonino Salinas al Parco archeologico di Segesta, dal Parco archeologico di Selinunte alla Valle dei Templi – trasformando i siti in palcoscenici naturali per eventi, festival, visite immersive e attività educative. Non è una semplice somma di monumenti, ma una strategia che unisce tutela, accessibilità e innovazione, con pass integrati come il PalermoCulturePass, la Sicilia dei Templi e il nuovo Archeopass Segesta Selinunte, legato anche all’anno di Gibellina Capitale dell’arte contemporanea 2026: un sistema che punta a far tornare i visitatori, stagione dopo stagione, perché ogni luogo, ogni volta, racconta una storia diversa.
BICA. deputato regionale Giuseppe Bica (Fratelli d'Italia) è presente alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT) 2026 di Milano, la principale manifestazione fieristica italiana dedicata al settore turistico. «Essere qui alla BIT significa toccare con mano le dinamiche di un settore in continua evoluzione e portare la voce della Sicilia nei luoghi in cui si costruiscono le strategie turistiche del futuro», dichiara l'On. Bica. «La nostra Isola possiede tutte le condizioni per trasformare il turismo nella sua prima grande industria: un clima che consente di estendere la stagione turistica ben oltre i mesi estivi, un patrimonio culturale straordinario, una tradizione enogastronomica capace di conquistare ogni viaggiatore e quell'accoglienza tipica dei siciliani che i turisti apprezzano e ricordano». Nel corso della sua visita ai padiglioni fieristici, il deputato ha avuto modo di confrontarsi con operatori del settore e rappresentanti istituzionali, ribadendo la necessità di una sinergia sempre più strutturata tra regione, istituzioni locali e imprese turistiche, finalizzata a rendere la Sicilia una destinazione attrattiva durante l'intero arco dell'anno. «Un aspetto fondamentale – prosegue – riguarda la qualità dell'offerta ricettiva. L'Assessorato Regionale al Turismo ha già avviato un importante percorso di innalzamento degli standard qualitativi, che deve proseguire con il pieno coinvolgimento delle categorie interessate. Accanto alle strutture alberghiere tradizionali, va valorizzato con decisione il segmento dell'extralberghiero, una realtà solida e radicata soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne della Sicilia, che rappresenta una risorsa strategica per lo sviluppo turistico del territorio». «Siamo sulla buona strada – conclude il deputato regionale –. La Sicilia sa accogliere, emozionare e crescere».
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