Una cava di marmo che custodiva un “tesoro” da oltre 70 mila euro
Oltre 30 veicoli completi, tra auto, furgoni e camion, più decine di sportelli e parti smontate. Non semplici rottami, ma modelli che raccontano cinquant’anni di storia dell’automobile italiana ed europea. Accade a Modica, dove in una cava di pietra calcarea dismessa nascosta dalla vegetazione, c’era un vero e proprio “parco” di mezzi che, se restaurati, avrebbero potuto superare i 70 mila euro di valore complessivo.
Tra le sagome coperte di polvere si distinguono una Fiat 600 (1955–1969), un’icona del boom economico; un Volkswagen Maggiolone, simbolo intramontabile prodotto fino alla fine degli anni ’70 in Europa; una Alfa Romeo 33 (1983–1994), berlina sportiva molto diffusa negli anni ’80; un Volkswagen Transporter T3 (1979–1992), oggi ricercato nel mercato vintage e capace di raggiungere quotazioni importanti; diverse Fiat Uno (1983–1995) e utilitarie anni ’80 e ’90. Accanto alle auto storiche anche un camion compattatore rifiuti, un pick-up e altri mezzi commerciali.
Non un deposito occasionale, ma un accumulo stratificato nel tempo: almeno 30–35 veicoli interi e oltre 50 sportelli accatastati lungo le pareti della cava. Un “tesoretto” potenziale che, venduto pezzo per pezzo e in condizioni ideali, potrebbe arrivare tra 40 e 80 mila euro, mentre come lotto unico in asta giudiziaria si collocherebbe tra 25 e 50 mila euro. Se considerato solo come rottame, il valore scenderebbe intorno ai 15–30 mila euro.
Ma dietro il fascino delle auto d’epoca c’è un’altra realtà. L’area — oltre 4 mila metri quadrati — è stata individuata dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Modica come una discarica abusiva. Insieme ai veicoli, sono stati rinvenuti fusti di olio esausto, materiale sanitario e plastica deteriorata, elementi potenzialmente pericolosi per l’ambiente.
Le verifiche, condotte con Vigili del Fuoco, ARPA, Polizia Provinciale e Comune di Modica, hanno evidenziato il rischio di infiltrazioni nella falda acquifera. Per questo sono stati prelevati campioni di terreno e materiali da analizzare.
Il proprietario dell’area, un 56enne modicano, è stato denunciato in stato di libertà per inquinamento ambientale e gestione illecita di rifiuti speciali e pericolosi. Gli è stato imposto l’obbligo di bonifica e ripristino dei luoghi.
Quella che poteva sembrare una collezione dimenticata si è rivelata invece una vasta discarica nascosta nel cuore di una cava di marmo. Un patrimonio su quattro ruote trasformato in un problema ambientale.
Il Pastificio Poiatti, marchio storico della pasta siciliana, è presente a TUTTOFOOD Milano 2026 (11-14 maggio, Fiera Milano – Padiglione 5, Stand L20) con uno stand che racconta una storia che quest’anno ha un...
Maxi sequestro di tonno rosso nel corso di un’operazione della Guardia Costiera contro la pesca illegale. Nel weekend il personale di Palermo, Trapani e Marsala ha effettuato controlli su furgoni destinati al trasporto del pescato e su diverse...
Lo Studio Fotografico Giattino di Marsala ha un nuovo sito. All'indirizzo fotogiattino.it è online la versione aggiornata della piattaforma digitale dello studio fondato da Pietro Giattino nel 1964 e continuato dai...
Buongiorno dalla redazione di Tp24, in diretta con Buongiorno24 su Tp24.it, su Rmc 101 e sui nostri canali social per raccontare e capire i fatti più importanti del giorno. Apriamo dalla nuova esplosiva puntata dello scontro che...
La Società Canottieri Marsala inaugura la stagione agonistica 2026 nel migliore dei modi. Il 26 aprile, sulle acque di Nicoletti (EN), i nostri atleti hanno preso parte al Campionato Regionale Sicilia di Canoa Kayak,...