Maxi truffa a risparmiatori: sequestrati beni all’ex direttrice delle Poste di Erice
Un ammanco su un libretto postale.
Un anziano che controlla i conti e scopre che qualcosa non torna.
Da lì, un’indagine che scoperchia un presunto sistema di sottrazione di risparmi per centinaia di migliaia di euro.
La Guardia di Finanza di Trapani ha eseguito un sequestro preventivo “per equivalente” nei confronti dell’ex direttrice di un ufficio di Poste Italiane di Erice, A.A., ritenuta al centro di una maxi-truffa ai danni di anziani risparmiatori.
Il valore complessivo delle somme sottratte, secondo gli inquirenti, è di circa 800 mila euro.
Il sequestro disposto dal Gip
I finanzieri del Comando Provinciale di Trapani hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Trapani che dispone il sequestro di:
- risorse finanziarie
- beni immobili
- beni mobili
nella disponibilità dell’ex direttrice, di un commerciante e di altri soggetti, indagati a vario titolo per:
- associazione per delinquere
- truffa
- peculato
- riciclaggio
- autoriciclaggio
Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Trapani e condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria.
La denuncia di un anziano e le operazioni sospette
Tutto parte dalla denuncia di un anziano risparmiatore che aveva rilevato un ammanco sul proprio libretto postale.
Gli investigatori hanno ricostruito una serie di:
- prelievi anomali di contante
- operazioni di disinvestimento di titoli
- reinvestimenti formalmente regolari
Secondo quanto emerso, i prelievi sarebbero avvenuti in correlazione temporale con operazioni di smobilizzo di buoni fruttiferi postali.
Il meccanismo della presunta truffa
Le indagini hanno evidenziato come diversi risparmiatori, perlopiù anziani o persone in difficoltà e poco avvezzi al controllo dei conti, fossero stati convinti a:
- smobilizzare buoni fruttiferi postali
- reinvestire le somme in nuovi titoli, presentati come più vantaggiosi
Ricevevano moduli di richiesta di emissione debitamente compilati e sottoscritti, ma – secondo l’accusa – non rappresentativi dei titoli in cui ritenevano di aver investito.
Nel frattempo, le somme sarebbero state prelevate in contanti.
Dove finivano i soldi
Dall’analisi dei flussi finanziari sarebbe emerso che, nelle stesse date dei prelievi, l’ex direttrice e soggetti a lei vicini effettuavano versamenti in contanti sui propri conti.
Le somme, sempre secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state reimpiegate:
- per spese personali
- per finanziare un’attività economica
- per pagare fatture relative a interventi edilizi su immobili riconducibili ai sodali, con utilizzo del “bonus facciate” e del “superbonus 110%”
Licenziamento e restituzione delle somme
Nel corso delle indagini, l’ex direttrice è stata licenziata per giusta causa da Poste Italiane.
La società ha attivato i propri organi ispettivi interni, collaborando con gli inquirenti, e ha provveduto a restituire integralmente ai risparmiatori le somme sottratte, per un totale di circa 800 mila euro.
La posizione degli indagati
L’attività si colloca nella fase delle indagini preliminari.
Allo stato delle attuali acquisizioni probatorie, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale giudizio definitivo.
L’operazione – sottolineano le Fiamme Gialle – conferma il ruolo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza nella tutela dei risparmiatori, soprattutto dei più fragili.
E ancora una volta, tutto è partito da un controllo fatto in tempo. Un libretto guardato con attenzione. Un sospetto che non è rimasto tale.
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