Stagnone, Occhipinti (Marsala Futura): “Basta pressioni, serve gestione sostenibile”
Lo Stagnone torna al centro del dibattito politico a Marsala. A intervenire è Laura Occhipinti, esponente di Marsala Futura, che richiama l’attenzione sulla necessità di una gestione più rigorosa e sostenibile dell’area lagunare, patrimonio naturale e identitario della città.
Lo Stagnone di Marsala non è soltanto uno dei luoghi simbolo del territorio, tra saline e mulini a vento. È un sistema complesso che racchiude natura, archeologia e attività produttive storicamente legate alla cultura del sale. Un equilibrio delicato, sottolinea Occhipinti, che oggi rischia di essere compromesso da pressioni antropiche non adeguatamente regolamentate.
Dal punto di vista ambientale, la laguna ospita praterie sommerse di Posidonia oceanica, fondamentali per la produzione di ossigeno e per il miglioramento della qualità delle acque. Si tratta di habitat che svolgono anche la funzione di nursery per molte specie ittiche, contribuendo alla stabilità dell’intero ecosistema.
Accanto alla flora marina, è centrale il ruolo della fauna bentonica – spugne, crostacei e altri organismi – che contribuisce al filtraggio dell’acqua e al mantenimento dell’equilibrio dei sedimenti. Un sistema che sostiene una ricca avifauna, sia stanziale sia migratoria, che utilizza l’area per nutrirsi e riprodursi.
Le vasche salanti, elemento distintivo del paesaggio marsalese, creano inoltre microhabitat preziosi per specie tipiche degli ambienti salmastri, come Dunaliella salina e Artemia salina, alla base della catena alimentare che sostiene, tra gli altri, il fenicottero rosa.
L’area è inserita nella Rete Natura 2000, con zone classificate come Siti di Interesse Comunitario, Zone Speciali di Conservazione e Zone di Protezione Speciale. Un riconoscimento europeo che impone vincoli e responsabilità nella gestione del territorio.
Nel suo intervento, Occhipinti richiama anche il valore del lavoro dei salinari, che nel tempo ha rappresentato un esempio di equilibrio tra uomo e ambiente, in linea con i principi del programma MaB dell’Unesco, basato sulla convivenza sostenibile tra attività umane e biodiversità.
Il nodo, però, è quello delle attività non regolamentate. Secondo Marsala Futura, sport invasivi, traffico veicolare nelle aree sensibili, navigazione nei bassi fondali e disturbo diretto dell’avifauna rischiano di alterare in modo irreversibile gli equilibri della laguna, soprattutto nelle aree ricadenti in Zona di Protezione Speciale.
Il turismo resta una risorsa strategica per Marsala, ma – evidenzia Occhipinti – deve essere governato con una pianificazione attenta: corridoi di accesso regolamentati, mezzi compatibili con l’ambiente lagunare e misure di tutela degli habitat sono strumenti indispensabili per coniugare fruizione e conservazione.
“Lo Stagnone è un patrimonio naturale e culturale di valore inestimabile – conclude – va vissuto con rispetto, non sfruttato”.
Un tema che si inserisce nel confronto politico cittadino sulla gestione dell’area lagunare, da anni al centro di tensioni tra sviluppo turistico, tutela ambientale e attività produttive tradizionali.
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