Un peschereccio incagliato all’ingresso del cantiere navale, motori spenti, e un trattore dal molo che prova a tirarlo fuori dal fondale basso. La scena, al porto canale di Mazara del Vallo, racconta più di tante parole lo stato dello scalo.
L’imbarcazione è rimasta impantanata e non è riuscita a entrare in cantiere. Fondali troppo bassi, manovre difficili, rischio continuo per chi lavora in mare. Per disincagliarla si è reso necessario l’intervento da terra, con un trattore che ha tentato di trainarla via.
Non è un episodio isolato. È l’effetto concreto di un problema che si trascina da anni: il dragaggio del porto canale, intervento atteso e mai davvero concluso.
Dragaggio fermo e scontro aperto
I lavori di escavazione sono fermi da mesi. Ufficialmente per complessità tecniche e per il coordinamento tra enti. Ma negli ultimi tempi la vicenda si è complicata ulteriormente.
Secondo quanto dichiarato dal sindaco Salvatore Quinci, è in corso una controversia tra l’impresa esecutrice e la stazione appaltante. L’impresa avrebbe sospeso le attività, mentre il commissario della stazione appaltante avrebbe dato disposizione di avviare la rescissione del contratto, ritenendo ingiustificato lo stop. Il rischio è che tutto finisca davanti a un giudice.
Sul tavolo anche il nodo della cosiddetta “colmata B”, dove sono stati depositati i fanghi dragati. L’impresa dovrebbe occuparsi della loro rimozione, ma la situazione è ancora bloccata.
Fondali bassi, flotta in difficoltà
Intanto il porto resta in condizioni critiche. Fondali insufficienti e presenza di detriti rendono complicate le manovre, soprattutto per i pescherecci di maggiori dimensioni. Le associazioni armatoriali parlano da tempo di situazione insostenibile per la flotta.
L’episodio di oggi – il peschereccio incagliato e tirato fuori a fatica – è solo l’ultimo segnale. Un’immagine plastica di un’infrastruttura strategica che continua a funzionare in emergenza.
Il dragaggio del porto canale di Mazara del Vallo resta fermo. E intanto le barche rischiano di restare bloccate nel fango.