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19/02/2026 06:00:00

Fuga dal centrodestra verso Patti. Ecco gil ultimi movimenti

La città di Marsala si divide tra chi fa politica in maniera seria, pochissime persone, e chi ha guardato a curare il proprio orticello per finire schiacciato dalle logiche più alte.
 

L’abbandono della maggioranza da parte di Enzo Sturiano che, dopo tre anni e mezzo, ha ritirato la sua delegazione assessoriale, era il preludio alla sua candidatura a sindaco. Sono passati più di 10 giorni e ad oggi la sua candidatura non è nemmeno in campo. Dire Sturiano significa dire Stefano Pellegrino, capogruppo all’ARS di Forza Italia, che era d’accordo con l’operazione Sturiano fin dall’inizio e che ora invece mostra titubanze. In fondo potrebbe pure candidarsi a sindaco proprio Pellegrino, personalità autorevole del centrodestra, e salvare la faccia per le mosse sconclusionate e prive di alcuna logica politica messe in campo.
 

Non hanno mai spiegato, salvo mettere una toppa in autodifesa, il perché della fuoriuscita dalla giunta, dopo che Massimo Grillo ha concesso loro postazioni e sottogoverni, deleghe richieste. Altro non avrebbe potuto dare. Lo hanno fatto, dicono, per rilanciare l’unità del centrodestra. Ma oggi i responsabili del crollo del centrodestra a Marsala sono proprio Pellegrino e Sturiano, di questa responsabilità dovrebbero occuparsi altri tavoli della politica. Perché non si sparigliano le carte senza candidature e senza alternative valide e spendibili.

 

La fuga

 

Verso Andreana Patti pure il consigliere comunale Pino Carnese, che avrà un posto nella lista di Michele Gandolfo. Carnese ha atteso mesi prima di decidere, ha creduto in Fici, ha sperato in Sturiano. Quando ha capito del grande bluff ha deciso in autonomia. E che farà ProgettiAmo Marsala? Discutono al loro interno, il movimento è diviso, c’è chi propende per Grillo e chi invoca la candidaturadella Patti come unica strada percorribile. La candidatura a sindaco di Paolo Ruggieri non è sul tavolo, troppo tardi.
 

Poi c’è Gabriele Di Pietra, ha avuto avvicinamenti con Forza Italia, ora invece viaggia in direzione Andreana Patti.

 

Grillo

 

Oggi pomeriggio il sindaco Massimo Grillo, alle 18.30, incontrerà gli abitanti di Cutusio presso la pizzeria De Vita: “In un momento in cui la politica discute e rinvia, io scelgo di stare tra la gente e nei quartieri. Non ho nulla da chiedere alla politica, non inseguo carriere né ambizioni personali. Mi muove solo un amore autentico per Marsala e sono determinato a continuare a servirla, portando avanti le trasformazioni senza precedenti avviate in questo primo mandato e dando continuità al progetto amministrativo più concreto e ambizioso che Marsala ha conosciuto negli ultimi decenni. Parleremo del progetto sui Municipi, dei risultati raggiunti a San Leonardo–Birgi e di come andare avanti insieme, con concretezza e visione comune. Parleremo anche dello Stagnone e di come siamo determinati a difenderlo dalla visione ideologica della sinistra che rischia di distruggere un intero settore economico. Lo Stagnone va tutelato in maniera seria, coniugando la salvaguardia dell’ambiente con il lavoro e lo sviluppo economico”.

 

I tasselli e le occasioni mancate

 

Inutile girarci attorno, oggi solo qualcuno già strutturato può fare il candidato sindaco terzo, creando un’alternativa sia ad Andreana Patti, sia a Grillo. Uno che può investire massicciamente e spintamente in una campagna elettorale che richiede tante risorse economiche quanto fisiche. Il resto può fare prove di candidature senza però centrare l’obiettivo. E c’è una fascia crescente di cittadini che non si riconosce più nelle sigle, ed è qui che si giocherà la vera partita: tra chi saprà ascoltare e chi continuerà a contarsi.
 

Cosa più grave è che non c’è ancora una narrazione forte su cosa debba diventare Marsala nei prossimi dieci anni. Turismo sì, ma quale? Sviluppo sì, ma come? E poi ci sono i giovani, sempre evocati ma raramente coinvolti. Si parla di alleanze ma non di contenuti. Di nomi, non di idee. E quando la politica si riduce a geometria, la città resta spettatrice.
 

Insomma, le amministrative 2026 saranno meno ideologiche e molto più pragmatiche. Chi saprà parlare di manutenzione urbana, servizi, lavoro e qualità della vita con concretezza – e non con slogan – avrà un vantaggio reale. Perché i tasselli ci sono.
 

La domanda è: chi saprà comporre il disegno prima che diventi l’ennesima occasione mancata?