Marsala 2026: "Lo stratega dietro il ritiro di Nicola Fici è Massimo Grillo, ecco perché"
A “Il Volatore” su RMC101 le interviste di due protagonisti dell’area civica marsalese: Michele Gandolfo e Flavio Coppola, entrambi sostenitori fino a qualche giorno fa della candidatura a sindaco di Nicola Fici poi saltata.
Gandolfo, già assessore nella giunta di Massimo Grillo, più volte consigliere comunale e provinciale, ha offerto una lettura critica delle dinamiche del centrodestra, spiegando le ragioni della sua rottura con quell’area e individuando nel sindaco Massimo Grillo Grillo lo stratega dietro al ritiro di Fici e poi la scelta di sostenere la candidatura di Andreana Patti.
Coppola, consigliere comunale, tra i promotori della candidatura Fici, ha invece raccontato dubbi e riflessioni dopo il passo indietro dell’ex candidato, rivendicando coerenza, autonomia dai partiti e la necessità di rimettere al centro programmi e contenuti. Due voci diverse, accomunate dalla crisi degli equilibri nel centrodestra e dalla ricerca di una nuova rotta politica per Marsala.
La strategia dietro il ritiro di Nicola Fici
Per Gandolfo, il ritiro di Nicola Fici non è stato un gesto improvviso, ma l’esito di un disegno politico più ampio. «Premesso che faccio politica da circa cinquant’anni, secondo me è una strategia che parte da lontano con un unico regista che è il sindaco Massimo Grillo. Grillo era spiazzato, appariva isolato, ma in realtà non è isolato. L’obiettivo, a mio avviso, era candidare Nicola Fici con una candidatura a perdere, che però avrebbe portato al ballottaggio la parte con Massimo Grillo. Alla fine Nicola ha capito che il gioco era di sacrificarlo per far arrivare al secondo turno Grillo.» Una lettura che ribalta la narrazione ufficiale e che, secondo l’ex assessore, troverebbe conferma nel fatto che, venuto meno Fici, resterebbe in campo proprio l’attuale sindaco come unico vero riferimento del centrodestra.
L’errore delle trattative con Sturiano
Gandolfo individua nella scelta di Fici di aprire un tavolo con ambienti vicini a Enzo Sturiano il punto di rottura del progetto civico. «Questo è stato il primo errore clamoroso fatto da Nicola Fici. Era partito come candidato civico alternativo al sindaco Grillo. Nel momento in cui si pone in trattative con Sturiano, che fino a dieci giorni prima era organico a Massimo Grillo, non aveva più senso la coalizione per come era nata. Da lì è nato il mio distinguo e la rottura con Nicola.»
Per Gandolfo, quell’apertura avrebbe snaturato l’impostazione originaria, facendo perdere credibilità a un progetto che doveva rappresentare una vera alternativa.
La scelta di sostenere Andreana Patti
Dopo la rottura con Fici, Gandolfo ha deciso di spostarsi sul fronte civico-progressista, sostenendo Andreana Patti, scelta che rivendica come coerente con la sua idea di discontinuità. «Io avevo già preannunciato che vedevo di buon occhio la candidatura di Andreana Patti perché mi sembrava una persona valida e buona per Marsala. Però avevo un impegno con Nicola Fici e fino alla fine l’ho sostenuto. Quando ho capito che era tutto un gioco, una strategia per farlo fuori, e considerando anche l’errore di aprire le trattative con Sturiano e Stefano Pellegrino, non c’era più margine di ricucitura. A quel punto ho aperto con la candidatura di Andreana Patti, che è una candidatura di rottura rispetto all’attuale amministrazione.»
Gandolfo ha anche lanciato un appello ai civici che sostenevano Fici affinché convergano su Patti, ritenendola l’unica vera alternativa a Grillo.
“Qui si parla di tutto tranne che di programmi”
Un passaggio centrale dell’intervista riguarda la critica alla politica cittadina, accusata di concentrarsi su strategie e posizionamenti piuttosto che sui contenuti. «Ho vissuto la fase della scelta del candidato del centrodestra e di tutto si parlava eccetto che dei programmi. Qua il problema è che si sta lavorando per dopo: Marsala è una scacchiera per i deputati che si devono allocare alle prossime regionali, quindi non interessa niente di Marsala. Questa città ha bisogno di programmi e di programmazione a breve e medio raggio, guardando alla vivibilità: strade dissestate, bilancio in difficoltà, servizi carenti. Se non attraiamo finanziamenti europei non andiamo da nessuna parte.»
Secondo Gandolfo, la differenza starebbe proprio nell’approccio: più attenzione ai contenuti nel tavolo che sostiene Patti, meno giochi tattici.
Il giudizio su Massimo Grillo
Infine, il rapporto con il sindaco uscente, con cui Gandolfo ha condiviso un’esperienza amministrativa, si chiude con una critica netta. «Il rimprovero maggiore che faccio a Grillo è di non rispettare gli impegni. Mi ha richiamato più volte, ha tentato, ma non esiste tornare indietro. Io posso fare benissimo il consigliere, non ho ambizioni particolari: mi interessa mettere in sicurezza la lista e lavorare per la città.»
Una presa di distanza politica e personale che segna un passaggio importante in una campagna elettorale che – secondo Gandolfo – potrebbe anche chiudersi al primo turno con la vittoria di Andreana Patti.
Qui l'intervista integrale a Michele Gandolfo
Coppola: “Un progetto civico vero, non un’operazione di palazzo”
Coppola rivendica la genesi autenticamente civica del percorso costruito attorno a Fici e sottolinea che non si trattava di un’iniziativa improvvisata o strumentale. «Nicola Fici è stato un punto catalizzatore non solo per il nostro progetto, che era prevalentemente civico e aperto al centrodestra, ma per un percorso nato un anno fa insieme a me, Walter Aragna, Mario Rodríguez e lo stesso Fici. Con molti colleghi e movimenti civici abbiamo fatto battaglie importanti, come la mozione di sfiducia al sindaco, che abbiamo scritto, sottoscritto e votato. Non era un’arma bianca contro la persona, ma contro un modo di governare. Ora dobbiamo capire cosa rimane di quel progetto: perché quando viene meno il candidato, bisogna vedere se resta la visione o se si sgretola tutto.»
Per Coppola, il nodo non è solo politico ma umano: attorno a un candidato si aggregano passione, fiducia e relazioni, elementi che non si ricompongono automaticamente.
“I partiti sono stati assenti sui temi veri”
Uno dei passaggi più duri dell’intervista riguarda il ruolo dei partiti, accusati di non avere assunto posizioni chiare su questioni cruciali per la città. «Noi parliamo di progettualità, ma poi nel palazzo c’è un vivere quotidiano fatto di responsabilità vere. Il Consiglio comunale è stato lasciato solo a decidere sulla Marsala Servizi, sulla scuola, sulle partecipate, sul trasporto pubblico. Parliamo di scelte che valgono più di sessanta palme messe alla Florio. Eppure non c’è stato un partito che abbia posto seriamente il problema. Oggi stiamo analizzando come vengono spese le risorse dei cittadini nelle partecipate, ma la politica è assente. È su questi temi che ci deve essere il confronto, non solo sulle candidature.» Coppola ribadisce la sua scelta di restare civico proprio per non essere vincolato a dinamiche di partito che, a suo dire, non hanno saputo offrire una linea chiara.
“Su Massimo Grillo per me è un no definitivo”
Alla domanda su un eventuale ritorno a sostegno del sindaco uscente Massimo Grillo, Coppola è netto. «No, completamente. Non se ne parla proprio. Quando tutto quello che io sottopongo all’aula viene votato e poi viene cestinato dall’amministrazione, la questione dalla politica si trasferisce quasi sul piano personale. Ho fatto battaglie su temi concreti, dall’esonero per chi era in quarantena allo spostamento dell’auto, fino al regolamento sulle non efficienze: proposte semplici, di buon senso, che non sono state considerate. Questo per me è un punto di non ritorno.» Una chiusura totale, motivata non da dinamiche elettorali ma da una frattura maturata nel tempo sul metodo di governo.
“Su Sturiano servirebbe chiarezza vera”
Parlando della possibile candidatura di Enzo Sturiano, Coppola riconosce competenza e autorevolezza istituzionale, ma non nasconde perplessità. «Sturiano è una figura autorevole, conosce la macchina amministrativa e potrebbe avere tutte le caratteristiche per candidarsi. Però fino all’altro ieri ha sposato un progetto amministrativo preciso. Se davvero voleva rendere credibile una sua candidatura, oltre a ritirare gli assessori avrebbe dovuto dimettersi anche da presidente del Consiglio. Io non ci ho mai creduto fino in fondo: per convincermi dovrebbe presentare un progetto chiaro, spiegare dove vuole portare la città e assumersi fino in fondo le responsabilità delle scelte fatte in questi anni.» Un’apertura condizionata, dunque, ma legata a un chiarimento politico forte.
“Mi fa male quando si rompono i rapporti umani”
Infine, il passaggio più personale: più che il ritiro di Fici in sé, Coppola dice di soffrire per il clima di tensione che si è creato. «Mi ha fatto male vedere destabilizzati rapporti fondati sulla fiducia e sul rispetto. Io sono sempre stato schietto: quello che penso lo dico. Può non piacere, può non essere condiviso, ma è onesto. Quando subentra il nervosismo e si incrinano rapporti umani che vengono prima della politica, questo mi fa stare male. Con Nicola l’amicizia resta, prima di tutto. Le scelte politiche si possono discutere, ma i rapporti personali vanno salvati.» La “bussola” portata in studio diventa così metafora di una ricerca di orientamento non solo politico ma anche umano, in una fase in cui – secondo Coppola – Marsala ha bisogno prima di tutto di chiarezza, coerenza e responsabilità.
Qui l'intervista integrale a Flavio Coppola
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