Un messaggio allarmante, corredato da foto, ha fatto il giro delle chat in poche ore.
Un presunto tentativo di rapimento davanti a una scuola di Mazara del Vallo.
Genitori preoccupati, telefonate, gruppi WhatsApp impazziti.
Ma è falso.
A smentire categoricamente la notizia è stato l’Istituto Comprensivo Borsellino – Ajello, che ha diffuso una comunicazione ufficiale per fermare l’ondata di disinformazione.
La smentita ufficiale della scuola
Con una nota datata 20 febbraio 2026, l’istituto ha parlato di “voci false e tendenziose” diffuse su WhatsApp circa un presunto tentativo di rapimento davanti al plesso.
La scuola invita la collettività a diffidare da messaggi non verificati, sottolineando come abbiano “il solo scopo di procurare allarme ingiustificato in maniera subdola”.
Una presa di posizione netta, senza ambiguità.
Le regole sugli ingressi e sulle uscite
L’istituto ricorda inoltre che:
- nessun alunno della scuola dell’infanzia e primaria può essere prelevato se non da genitori, tutori o persone con delega regolarmente protocollata;
- le stesse norme valgono per gli alunni della secondaria di primo grado in caso di uscita anticipata;
- i collaboratori scolastici in portineria si attengono rigorosamente alle procedure.
In altre parole: non esistono falle nel sistema di controllo e non si è verificato alcun episodio riconducibile a un tentativo di rapimento.
Una città segnata dalla memoria
La vicenda ha creato scompiglio anche perché Mazara porta ancora addosso una ferita aperta: la scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta vent’anni fa.
È una memoria collettiva che rende ogni voce del genere ancora più dolorosa e destabilizzante. Proprio per questo la diffusione di notizie false assume un peso ancora maggiore.
Attenzione alle catene social
Ancora una volta, una segnalazione non verificata è bastata per generare paura. Una foto condivisa senza contesto, un messaggio inoltrato “per sicurezza”, e il passaparola digitale fa il resto.
Il consiglio resta uno solo: informarsi esclusivamente attraverso i canali ufficiali della scuola e le fonti istituzionali.
Perché la sicurezza dei bambini è una cosa seria. E anche l’informazione dovrebbe esserlo.