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20/02/2026 13:34:00

Mazara, nessun tentato rapimento davanti alla scuola: è una bufala WhatsApp

Un messaggio allarmante, corredato da foto, ha fatto il giro delle chat in poche ore.
Un presunto tentativo di rapimento davanti a una scuola di Mazara del Vallo.
Genitori preoccupati, telefonate, gruppi WhatsApp impazziti.

Ma è falso.

A smentire categoricamente la notizia è stato l’Istituto Comprensivo Borsellino – Ajello, che ha diffuso una comunicazione ufficiale per fermare l’ondata di disinformazione.

 

La smentita ufficiale della scuola

 

Con una nota datata 20 febbraio 2026, l’istituto ha parlato di “voci false e tendenziose” diffuse su WhatsApp circa un presunto tentativo di rapimento davanti al plesso.

La scuola invita la collettività a diffidare da messaggi non verificati, sottolineando come abbiano “il solo scopo di procurare allarme ingiustificato in maniera subdola”.

Una presa di posizione netta, senza ambiguità.

 

Le regole sugli ingressi e sulle uscite

 

L’istituto ricorda inoltre che:

  • nessun alunno della scuola dell’infanzia e primaria può essere prelevato se non da genitori, tutori o persone con delega regolarmente protocollata;
  • le stesse norme valgono per gli alunni della secondaria di primo grado in caso di uscita anticipata;
  • i collaboratori scolastici in portineria si attengono rigorosamente alle procedure.

In altre parole: non esistono falle nel sistema di controllo e non si è verificato alcun episodio riconducibile a un tentativo di rapimento.

 

Una città segnata dalla memoria

 

La vicenda ha creato scompiglio anche perché Mazara porta ancora addosso una ferita aperta: la scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta vent’anni fa.

È una memoria collettiva che rende ogni voce del genere ancora più dolorosa e destabilizzante. Proprio per questo la diffusione di notizie false assume un peso ancora maggiore.

 

Attenzione alle catene social

 

Ancora una volta, una segnalazione non verificata è bastata per generare paura. Una foto condivisa senza contesto, un messaggio inoltrato “per sicurezza”, e il passaparola digitale fa il resto.

Il consiglio resta uno solo: informarsi esclusivamente attraverso i canali ufficiali della scuola e le fonti istituzionali.

Perché la sicurezza dei bambini è una cosa seria. E anche l’informazione dovrebbe esserlo.