Nella sua ultima seduta, il Consiglio comunale di Santa Ninfa ha approvato a maggioranza la mozione che chiede la riduzione dell'Imu sulle seconde case non produttrici di reddito, presentata dal gruppo consiliare, «Insieme per Santa Ninfa» (all'opposizione dell'amministrazione). Ai sei voti del gruppo si sono aggiunti quelli dei consiglieri indipendenti Balsamo e Mistretta.
Hanno invece votato contro i tre consiglieri vicini al sindaco: Genco, La Sala e Terranova. Sferzante a tal proposito il giudizio dell'opposizione: «Forse non hanno capito che si trattava di ridurre la tassazione sulle seconde case non affittate, ma tenute a disposizione dei proprietari per proprie esigenze, ad esempio per starci pochi mesi in estate». Una possibilità prevista da un recente decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze in vigore da quest'anno.
La mozione approvata impegna il sindaco e gli assessori a portare in aula le aliquote dell'Imu entro il 28 febbraio, data ultima per l'approvazione del bilancio. Questa competenza è infatti della Giunta. «Che farà il sindaco Ferreri?», si chiede l'opposizione. «Rispetterà la volontà della maggioranza del Consiglio comunale, che rappresenta la maggioranza dei cittadini di Santa Ninfa, o ancora una volta farà finta di niente per poter incassare quanti più soldi possibili da un'aliquota Imu al massimo?».
I consiglieri di opposizione ribadiscono infine che «una riduzione dell'aliquota sulle seconde case tenute a disposizione dai proprietari, che non vengono affittate né concesse in comodato d’uso ma che tutt’al più vengono utilizzate saltuariamente durante l’anno, comporterebbe un risparmio anche di alcune centinaia di euro».