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20/02/2026 12:30:00

Screening oncologici, accordo Regione–Federfarma per la prevenzione nelle farmacie

La prevenzione oncologica passa anche dalle farmacie. Con un’intesa firmata il 16 febbraio tra la Regione Siciliana e Federfarma, le farmacie dell’Isola rafforzano il loro ruolo nei programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori. L’accordo è stato sottoscritto con il Dasoe, il Dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale alla Salute, e punta ad aumentare la partecipazione dei cittadini ai controlli previsti nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

 

Più accesso agli screening

La Regione gestisce i programmi di prevenzione del tumore della mammella, della cervice uterina e del colon retto. Con il nuovo protocollo, le farmacie di comunità – presenti in modo capillare anche nei centri della provincia di Trapani, da Marsala a Mazara del Vallo fino ai comuni più piccoli – diventeranno un punto di riferimento ancora più diretto per la distribuzione dei kit e l’informazione ai cittadini.

In particolare, le farmacie potranno favorire la consegna del kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci destinato alla popolazione in età target, semplificando l’accesso al test e riducendo la necessità di recarsi nelle strutture sanitarie.

“Le farmacie private aperte al pubblico rappresentano il primo avamposto della sanità pubblica”, spiega Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe. “Offrire in modo capillare un servizio di diagnosi precoce permetterà un funzionamento più rapido e ottimale del servizio sanitario regionale, alleggerendo gli accessi alle strutture”.

 

Obiettivo: più adesioni

Il presidente di Federfarma Sicilia, Gioacchino Nicolosi, parla di un accordo che “responsabilizza” le farmacie su due fronti: ampliare il numero dei presidi coinvolti e promuovere attivamente il test tra i cittadini, anche grazie al rapporto di fiducia consolidato con l’utenza.

Il nodo resta quello delle coperture. Nel 2025 l’adesione allo screening del colon retto si fermava attorno al 18% della popolazione interessata, un dato giudicato troppo basso. L’obiettivo è incrementare in modo significativo la partecipazione, così da raggiungere le soglie previste dal nuovo sistema di garanzia per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria.

Secondo i dati regionali, la Sicilia ha superato i limiti fissati dai Lea per gli screening della mammella e della cervice uterina, mentre registra ancora criticità sul test per il sangue occulto nelle feci. Un quadro che conferma una maggiore adesione femminile ai programmi di prevenzione e che adesso punta a coinvolgere di più anche la popolazione maschile, sfruttando la rete delle farmacie come presidio di prossimità, soprattutto nei territori dove l’accesso ai servizi sanitari è più complesso.