Si riaccende il dibattito sul kitesurf nella Laguna dello Stagnone di Marsala. Dopo il convegno della scorsa settimana organizzato da Legambiente Marsala Petrosino, che ha acceso i riflettori sulle minacce alla biodiversità della Riserva, tra cui è stata indicata anche la pratica del kite, arriva la replica di chi questo sport lo pratica allo Stagnone dal 1999. A dire la sua è Antonio Gaudini, presidente dell’Associazione Kitesurf Italiana e responsabile del portale Kitesurfing.it. Alle sue dichiarazioni ha risposto il presidente di Legambiente Marsala Petrosino, l’ingegnere Giuseppe Marino.
Il dibattito si concentra sulla Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone di Marsala, uno dei siti ambientali più delicati e al tempo stesso più frequentati della provincia di Trapani, meta internazionale per il vento costante e per la presenza di fondali bassi che hanno reso l’area di Birgi un punto di riferimento europeo per il kitesurf.
Antonio Gaudini: "Siamo i primi a chiedere più controlli"
Gaudini rivendica la compatibilità tra sport e tutela ambientale. «La Riserva dello Stagnone rappresenta un patrimonio ambientale, sociale ed economico di valore nazionale – afferma Gaudini –. Il kitesurf è una disciplina riconosciuta che utilizza esclusivamente la forza del vento, senza motori, senza emissioni e senza consumo di risorse naturali».
Per il presidente dell’Associazione Kitesurf Italiana, lo sport non può essere indicato come una minaccia in assenza di dati scientifici puntuali.
«Numerosi studi internazionali dimostrano che l’attività sportiva all’aria aperta riduce stress e disturbi legati alla salute mentale. In un’epoca in cui il disagio psicologico è un’emergenza sociale, lo sport è parte della soluzione, non del problema».
Gaudini sottolinea anche un dato che definisce «oggettivo»: nei periodi di maggiore affluenza, l’area interessata dal kitesurf coprirebbe circa il 13% della superficie della laguna, prevalentemente nella zona di Birgi. «L’87% dello Stagnone resta libero».
Dal punto di vista normativo, ricorda che la pratica è disciplinata da ordinanze dell’Ufficio Circondariale Marittimo – Capitaneria di Porto di Marsala, che individuano aree e modalità di ingresso e uscita in sicurezza.
«Il kitesurf non si pratica ovunque – spiega –. Ha bisogno di spazi ben definiti per ragioni di vento e sicurezza. Anche con un aumento dei praticanti, resterebbe confinato in porzioni specifiche della laguna».
Gaudini respinge l’idea di uno scontro tra interessi contrapposti. «Non è una guerra tra attività diverse. La strada non è il divieto, ma la regolamentazione equilibrata e la convivenza tra attività umane sostenibili e tutela ambientale».
E aggiunge un passaggio che chiama in causa la gestione del territorio: «Siamo i primi a chiedere controlli verso chi tenta di occupare o gestire impropriamente aree della Riserva. Il popolo del kitesurf vive lo Stagnone per molti mesi l’anno e può essere un presidio attivo contro abusi e degrado».
Gaudini ricorda anche come, prima dello sviluppo turistico legato al kite, l’area di Birgi fosse in parte degradata. «Non chiediamo di escludere nessuno – conclude – ma di collaborare. Sono disponibile a un tavolo di confronto per trovare regole condivise. Difendere lo sport significa difendere anche la salute delle persone e il futuro del territorio».
La replica del presidente di Legambiente Marsala Petrosino
Di tono diverso la posizione di Legambiente, espressa dal presidente del circolo locale Giuseppe Marino.
«Ci sono temi sui quali non è più possibile restare ambigui – afferma –. L’ambiente e il bene comune non sono materia di compromesso».
Marino rivendica il successo del convegno “La Riserva Negata”, definito «provocatorio ma necessario» per riportare l’attenzione sulle criticità dello Stagnone.
Secondo Legambiente, gli interventi di ornitologi ed esperti, articolati nelle sessioni dedicate a Terra, Aria e Acqua, avrebbero messo in evidenza le pressioni quotidiane sulla biodiversità, indicando al tempo stesso modelli virtuosi già applicati in altre realtà siciliane.
«Abbiamo fatto parlare i dati e le competenze – sottolinea Marino – dimostrando che la tutela produce ricchezza. Dispiace l’assenza degli enti pubblici territoriali invitati al confronto».
Il circolo annuncia inoltre l’intenzione di aprire un confronto con il Libero consorzio comunale di Trapani per il ripristino di un Comitato tecnico-scientifico presso l’ente gestore della Riserva. L’obiettivo dichiarato è «una gestione realmente sostenibile, capace di coniugare economia e tutela del patrimonio di biodiversità».
Un equilibrio che non c'è
Lo Stagnone resta al centro di un equilibrio delicato tra turismo sportivo, economia locale e conservazione ambientale. Da un lato, il kitesurf, che secondo i promotori e coloro che lo praticano è un motore importante per Marsala e, soprattutto, per l’area di Birgi. Dall’altro, le associazioni ambientaliste e gli studiosi che chiedono una gestione più stringente per proteggere habitat, le biodiversità e le specie protette della Riserva.