Trapani ricorda Andrea Bulgarella: una targa ai familiari dal ceto della Flagellazione
Trapani ricorda Andrea Bulgarella, l’imprenditore valdericino scomparso nel maggio dello scorso anno. A promuovere l’iniziativa è stata il ceto della Flagellazione attraverso il capoconsole Vito Figuccio e la cerimonia si è tenuta nella sede dell’Unione Maestranze, alla presenza dei vertici dell’associazione e dei familiari, con a capo la moglie Maria Poma e il cognato Peppe Poma.
Alla vedova è stata consegnata una targa commemorativa, nel corso di una toccante cerimonia nella quale alle spalle dei relatori era presente l’immagine di Andrea Bulgarella, partito dalla sua Valderice per arrivare prima a Trapani e poi in tutta Italia, con una visione rivoluzionaria dell’impresa edile.
È stato anche impegnato nello sport: da presidente del Trapani ha portato i granata dalla serie D alle porte della serie B, fermato soltanto nel recupero della semifinale di ritorno sul campo del Gualdo. È rimasto alla guida del Trapani dal 1990 al 1998 per poi trasferirsi in Toscana, altra regione nella quale è stato particolarmente attivo.
Prima è diventato socio di maggioranza del Pisa e, poi, è stato presidente della Lucchese dal 2023 al 2025. Il nuovo impegno nello sport è arrivato dopo l’indagine della Dda di Firenze che, nel 2015, lo indagò per riciclaggio di denaro, con delle operazioni che sarebbero state legate a Cosa Nostra, quindi, tre anni dopo l’inchiesta finì per essere archiviata, ma la sua attività rischiò di naufragare per l’indagine. Poi, però, riuscì a rilanciarsi, raccontando la sua vicenda nel libro “La partita truccata” scritta assieme al giornalista Giacomo Di Girolamo.
“Andrea Bulgarella era un amico sincero, un imprenditore illuminato, ma soprattutto un uomo che ha inciso un segno profondo e indelebile nella nostra città – ha spiegato Vito Figuccio, capoconsole della Flagellazione che ha promosso la cerimonia -. È stato, senza esitazione, un autentico “self made man”. Pur affondando le radici in una famiglia d’arte, ha scelto di costruire il proprio cammino con determinazione e autonomia, sostenuto da una visione moderna e lungimirante, capace di anticipare i tempi di almeno vent’anni. La sua straordinaria capacità di immaginare, di innovare e di costruire lo ha reso un punto di riferimento, esempio vivido di dedizione, coraggio e instancabile intraprendenza.
Nel suo percorso non sono mancate prove ardue, né attacchi ingiustificati — come spesso accade a chi emerge per talento e fermezza di carattere — ma ha sempre saputo affrontare ogni avversità con dignità e forza morale, sostenuto da una fede incrollabile nei propri valori e nel proprio lavoro. Ed è proprio quel coraggio, quella fiducia profonda nelle proprie capacità, che lo ha spinto oltre i confini della sua terra, aprendosi a nuovi orizzonti e conquistando successi e riconoscimenti anche lontano dalle sue origini”.
La targa commemorativa, consegnata alla moglie Maria Poma “è un segno semplice, ma carico di significato – continua Figuccio -: un gesto simbolico per onorare un grande uomo, la cui opera e il cui esempio continueranno a vivere tra noi. Il suo insegnamento rimarrà guida e sprone, memoria viva che ci ricorda come passione, sacrificio e visione possano edificare non soltanto imprese solide, ma anche eredità umane e morali destinate a durare nel tempo”.
“Vi ringrazio, siete stati tra i pochi a ricordarlo” sono state le commosse parole della vedova Maria Poma al momento in cui ha ricevuto la targa, quindi, il cognato Peppe Poma ha voluto sottolineare l’importanza del gesto di Vito Figuccio. “Questo ricordo è un fatto importante che ci aiuta e ci da’ forza per superare un momento difficile – ha evidenziato Poma -. Non tutti hanno avuto l’onestà intellettuale di fare quello che avete fatto voi”.
Giovanni D’Aleo, presidente dell’Unione Maestranze si è soffermato sulla particolare situazione che spesso si verifica a Trapani: grandi uomini il cui valore viene riconosciuto in tutta Italia, ma dimenticati in città, da Andrea Bulgarella a, in ultimo, Antonino Zichichi. “Questa città non riconosce i propri figli – ha esordito D’Aleo -. Persone di grande visione che girano per tutto il mondo, ma a Trapani non vengono riconosciute. L’Unione Maestranze sta dando una traccia per ricordare i grandi uomini, come nel caso di Andrea Bulgarella che ha dato tanto alla città, ricevendo in cambio l’essere dimenticato in poco tempo. Noi che ricordiamo la storia e gli uomini, invece, siamo da emblema e vogliamo indicare la strada da seguire”.
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