«Il Comune di Palermo fa cassa sui malati». Non è uno slogan. È la frase che Antonio Romano scrive dopo aver pagato la tassa di soggiorno mentre accompagnava la moglie operata poche ore prima. Non erano in vacanza. Non erano turisti. Lei era appena uscita da un intervento oculistico in day surgery.
Il 19 novembre 2025 la donna, residente a Erice, viene dimessa in giornata da una struttura sanitaria di Palermo. Tutto regolare, ma con una prescrizione chiara: riposo assoluto fino al controllo del mattino successivo. Tornare subito a casa non era possibile. La soluzione più semplice è una notte in hotel vicino alla clinica.
Alla reception, al momento del check-out, presentano un’autocertificazione per ottenere l’esenzione prevista dall’articolo 7 del regolamento del Comune di Palermo. La norma esenta “i malati e coloro che assistono degenti ricoverati presso strutture sanitarie”, fino a due accompagnatori per paziente.
Risposta dell’hotel: niente esenzione. Perché non c’è stato ricovero con pernottamento in ospedale.
La tassa è di 9 euro. Viene pagata. Ma Romano decide di scrivere al Comune di Palermo per chiedere chiarimenti.
Dopo alcuni giorni arriva la risposta ufficiale dell’Ufficio Imposta di Soggiorno. Il punto viene spiegato senza giri di parole: «Il regolamento vigente, datato 2014, è ormai vetusto e andrebbe modificato». E ancora: «L’attuale articolo 7 parla di ricovero e non di day surgery con dimissioni nella stessa giornata. Per ricovero s’intende ovviamente il pernottamento».
In altre parole, se non si dorme in ospedale l’esenzione non scatta. Anche se l’intervento è stato eseguito poche ore prima. C’è un passaggio che pesa: «Non mi sento di darle totalmente torto», scrive il responsabile dell’ufficio, riconoscendo che può accadere che un paziente sia comunque “obbligato” a pernottare in una struttura ricettiva.
Le strutture alberghiere, spiegano dal Comune, applicano rigidamente il regolamento perché sono responsabili della riscossione. Se non incassano l’imposta rischiano di doverla versare di tasca propria.
Il nodo però resta aperto. Il regolamento risale al 2014. Da allora la sanità è cambiata. Gli interventi in day surgery sono aumentati, le dimissioni in giornata sono sempre più frequenti. Palermo è un polo sanitario regionale e ogni giorno arrivano pazienti da fuori provincia per operazioni e controlli specialistici.
Molti vengono dimessi poche ore dopo l’intervento, ma con indicazioni mediche che impongono prudenza. In questi casi una notte in hotel non è turismo. È necessità.
«Non discuto i 9 euro discuto il principio» insiste Romano.
Dal Comune fanno sapere che esiste già una bozza di nuovo regolamento in attesa di indirizzo politico. Fino a quando non verrà approvato, però, la norma resta quella attuale.
E oggi funziona così: se non dormi in ospedale, paghi come un turista. Nove euro non cambiano un bilancio comunale. Ma il messaggio che passa sì.